Riflessioni sulla scissione in seno a Battaglia Comunista

Creato: 02 Novembre 2010 Ultima modifica: 17 Settembre 2016 Visite: 3044

Riflessioni sulla scissione in seno a Battaglia Comunista

Tre ragioni ci inducono ad esprimerci sulla recente scissione avvenuta nel 2009 in seno a Battaglia Comunista [1]. La prima è che è molto rivelatrice della crisi politica e organizzativa che attraversa l'insieme della Sinistra Comunista da tre decenni [2]. La seconda perché riconosciamo una grande prossimità tra i motivi e il processo alla base di questa rottura e le dimissioni e l’allontanamento di alcuni fondatori di Controversie dalla loro organizzazione di origine ( la CCI – ndr) [3]. La terza perché i compiti del momento dati da questa scissione così come la traduzione organizzativa di esse sono molto simili alle nostre constatazioni e ai nostri progetti politici.

Sulle ragioni della scissione in seno a Battaglia Comunista

A leggere le divergenze descritte dai compagni dell'Istituto Onorato Damen, per spiegare la loro scissione, niente giustificava la rottura: gli attrezzi classici per risolvere i disaccordi come i dibattimenti interni e pubblici, la costituzione di una tendenza o di una frazione sarebbero potuti bastare. Difatti che cosa di più normale c’è dell’emergere di disaccordi in seno alle organizzazioni del movimento operaio: queste sono sempre state attraversate da molteplici dibattiti, tendenze e pubblicazioni di posizioni divergenti, a cominciare dal tanto screditato partito Bolscevico da parte di alcuni e/o rivendicato da altri. Bilan aveva una formula celebre che riassume bene questa situazione che anima abitualmente la vita di ogni organizzazione proletaria: “La storia di Lenin si confonde con la storia delle frazioni ". Anche i compagni dello IOD hanno ritenuto, fino a poco tempo prima della rottura, che le divergenze interne emerse nel corso di questi ultimi anni potessero essere ricomposte [4].

Oltre alle divergenze politiche che si erano brutalmente approfondite in occasione dell'irrompere dell'ultima crisi economica, quali furono allora le vere ragioni che hanno spinto questi compagni a separarsi da loro organizzazione madre? A nostro parere, il testo dello IOD ce ne dà essenzialmente due sul piano organizzativo ma che sollevano ugualmente questioni politiche a pieno titolo:

1) l'incapacità dell'organizzazione madre a convivere con le divergenze e ad assicurare un dibattito corretto interno: … “stessa maggioranza dei compagni che compongono l’attuale comitato esecutivo a sottrarsi al confronto politico dichiarando esplicitamente di non possedere i necessari strumenti teorici per una corretta valutazione delle questioni sul tappeto”.

Questa incapacità ha assunto una tale ampiezza che i compagni in disaccordo ne hanno concluso… che quando un’organizzazione rivoluzionaria non è più in grado di rimediare agli errori dei singoli mediante il dibattito e il confronto critico interno, è segno che essa è profondamente degenerata e/o che la sua esperienza si è storicamente esaurita”.

2) Il ricorso dell'organizzazione contro i compagni dissidenti a pratiche ereditate della controrivoluzione: “Peraltro, ogni nostra riserva veniva ormai letta come un attentato all’integrità della chiesuola e ogni nostra critica come una manifestazione di diabolica arroganza intellettuale e umana: per il sommo sacerdote, per diritto ereditario, e i suoi chierici eravamo divenuti un incubo da cui liberarsi al più presto avvalendosi, come nella migliore tradizione stalinista, della forza dei numeri e della calunnia ".

È molto sorprendente constatare che abbiamo qui, in sintesi, ciò che si è potuto molte volte leggere a proposito delle molteplici scissioni che hanno avuto luogo in seno ai principali gruppi della Sinistra Comunista, come il PCI- programma o la CCI.  Non è stupefacente dunque che ora tocchi a Battaglia Comunista, che finora ne era stata relativamente preservata, conoscere una scissione significativa. Perché? Perché le ragioni che presiedono a questa fuoriuscita di compagni non sono altre che quelle che sono alla radice della crisi politica e organizzativa che attraversa tutta la Sinistra Comunista da una trentina di anni. La seguente grave constatazione la evidenzia: nessuno dei gruppi di questa corrente da parecchi decenni ha riconosciuto ufficialmente ed è riuscito a vivere in buona intelligenza con le tendenze o frazioni di minoranza che avrebbe potuto animare positivamente la loro vita politica similmente a ciò che accadeva abitualmente in seno alle organizzazioni del passato e in particolare nel partito Bolscevico. Quale che siano i percorsi e le manifestazioni proprie a ogni gruppo, non c'era dunque nessuna ragione affinché questa crisi, che tocca l'insieme dei gruppi del Sinistra Comunista, risparmiasse, come per miracolo, una delle sue principali componenti.

Ortodossia ed approfondimenti politici

Quando dei disaccordi appaiono in seno ad un'organizzazione rivoluzionaria, le prime polarizzazioni si esprimono, per la maggior parte del tempo, in difesa dell'ortodossia contro ciò che è percepito come deviazioni o rimessa in discussione delle posizioni originarie. In seguito, e perché i compagni dissidenti essendo frequentemente i portatori di una più grande sensibilità alle implicazioni politiche dei disaccordi, avvertono molto meglio la necessità di un approfondimento teorico per andare alla radice delle divergenze. Si rivela così ad essi il bisogno di ritornare e di riconsiderare certe domande politiche di base che sono all'origine dei disaccordi. In questo caso, è questo il percorso classico che emerge dal testo dei compagni dello IOD: si è cominciato con una difesa rigorosa delle posizioni tradizionalmente sostenute da Battaglia Comunista per finire con la necessità di riesaminare le basi teoriche e politiche di tutta l'esperienza dalla Sinistra Comunista.

La necessità di un riesame dell'esperienza della Sinistra Comunista

Questo riesame delle basi di tutta l'esperienza del Sinistra Comunista si appoggia su una doppia constatazione che condividiamo con l0 IOD. Da una parte, questi ultimi sottolineano che il patrimonio della Sinistra Comunista contiene molteplici debolezze di elaborazione teorica: … In realtà, il crollo dell’ex Unione Sovietica… ha reso palesi anche i numerosi deficit di elaborazione accumulati da questa corrente nel corso del tempo. In altri termini, una volta che l’inganno russo si è disvelato è come se, venendo in qualche modo a mancare il presupposto fondamentale della sua ragion d’essere, sia all’improvviso caduto anche il velo che aveva celato, sino ad allora, le sue non poche rughe”.

E, d’altra parte, che queste debolezze teoriche impongono la necessità di riesaminare tutto questo patrimonio: “E’ nostra convinzione che se non si riparte dall’elaborazione di tutte le cause della sconfitta epocale subita dal proletariato nel corso dell’ultimo secolo e che vanno ben oltre la stessa controrivoluzione russa, i proletari non potranno pervenire neppure alla coscienza di appartenere a una medesima classe di sfruttati, figuriamoci all’autorganizzazione rivoluzionaria". Infine, che questo riesame passa attraverso la priorità di un inevitabile lavoro di approfondimento teorico e politica. Taluni invece considerarono: ” l’elaborazione e la formazione teorica un’inutile perdita di tempo a tutto discapito dell’attività di propaganda spicciola e di proselitismo.”

I compiti dell'ora

In coerenza con queste constatazioni, i compagni dello IOD non si sono lanciati nella formazione di una nuova organizzazione ma hanno preferito dare nascita ad un punto di riferimento che concretizza le necessità che hanno sottolineato fino qui: “Eccoci, dunque, non ad alimentare l’ennesima scissione dell’atomo, né tanto meno a costituire un altro sedicente Partito comunista internazionalista, ma, fortemente impegnati nel tentativo di dar vita a un punto di riferimento aperto al contributo di tutti quelli che hanno a cuore le sorti del proletariato, e che ritengono che i problemi della rivoluzione socialista nel XXI secolo non possano essere affrontati utilizzando gli stessi schemi interpretativi della Terza Internazionale arretrando sulle sue posizioni quando non di quelle della Seconda o dell’economismo russo dei primi anni del secolo scorso”.

Questo orientamento è in ogni punto analogo al nostro. Difatti, un'analisi serrata del rapporto di forza tra le classi [5] e dei compiti del momento [6] ci ha fatto comprendere che bisognava rompere con questa condotta idealistica che consiste nel ripetere costantemente che saremmo alla vigilia del crollo del capitalismo e della rivoluzione e, perciò, che bisogna assolutamente ricongiungersi con ciò che Marx ha parecchie volte sottolineato in circostanze simili: La questione del prossimo Congresso di Zurigo di cui mi informate, sembra essere un’aberrazione…Secondo me, il momento di fondare una nuova Associazione Internazionale dei lavoratori non è ancora venuto; stimo dunque che i congressi operai ed i congressi socialisti indipendentemente dalle condizioni presenti in questo o quel paese, sono non solo inutili ma nocivi. Essi non mancheranno di degenerare in interminabili rimasticature di luoghi comuni [7].

Ripetere questo errore sottolineato da Marx consistente nel rimasticare interminabilmente non solo di luoghi comuni durante una pletora di congressi internazionali, “ non solamente inutile ma nocivi” è il migliore mezzo per non affrontare e risolvere questa profonda crisi politica e organizzativa che mina tutta la Sinistra Comunista da tre decenni [8]. E’ la ragione per la quale abbiamo elaborato il nostro progetto politico di un Forum per la Sinistra Comunista che si appoggia su delle constatazioni ed orientamenti molto analoghi a quelli ai quali sono giunti i compagni dello IOD.

Salutiamo dunque caldamente l'iniziativa presa da questi compagni, auguriamo anche che si approfondisca la collaborazione che abbiamo già iniziato con loro affinché possiamo sviluppare rispettivamente pazientemente ma seriamente gli orientamenti che ci sono comuni.

Controverses

luglio 2010

Note

  1. http://www.leftcomunism.org/spip.php?article180
  2. Cfr il nostro articolo E’ mezzanotte nella sinistra comunista
  3. La CCI: Corrente Comunista Internazionalista
  4. “Che necessità c’era di dar vita, nel pieno di una crisi che si annuncia epocale, a un Istituto dedicato a Onorato Damen da parte di un gruppo di compagni con alle spalle una lunga militanza nel Partito Comunista Internazionalista - Battaglia Comunista?  Qualche tempo fa, convinti come siamo che non potrà esserci superamento rivoluzionario del capitalismo senza la ricostruzione di un autentico partito comunista internazionalista, avremmo risposto: nessuna”.
  5. http://www.leftcomunism.org/spip.php?article155
  6. Il lettore potrà riferirsi ai primi tre éditoriali della nostra rivista che analizzano e definiscono ciò che noi stimiamo essere i compiti dell’ora oggi.
  7. Lettera di Marx a Domela Nieuwenhuisdel 22 febbraio 1881
  8. La CCi è divenuta una caricatura, dopo 18 congressi internazionali nel corso dei quali rimastica i suoi propri luoghi comuni.