Classe, coscienza e potere (II parte) PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Lupoli   
Lunedì 06 Luglio 2015 10:32
Dalla  rivista  D-M-D' n °9
classeIn questa seconda parte dello studio, iniziamo a soffermarci sulle concezioni della coscienza di classe nel Novecento.

Ci dedichiamo qui in particolare alla visione kautskiana-leniniana, che da un punto di vista teorico e politico è stata senz'altro la più rilevante, ma non priva di criticità.

Con questa ricostruzione, si renderà possibile proseguire con un'analisi critica di altri piani della discussione teorica sulla coscienza, e proporre così una sintesi in una parte conclusiva.

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2015 12:47
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I limiti e le prospettive del conflitto sociale nell’epoca del computer e del lavoratore libero che… PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Paolucci   
Giovedì 25 Giugno 2015 08:22

Dalla  rivista  D-M-D' n° 9

Non appartiene né a un proprietario, né alla terra, ma 8, 10, 12, 15 ore della sua vita quotidiana appartengono a colui che le compera.  Egli non appartiene a questo o a quel borghese, ma alla borghesia, alla classe borghese; ed è affar suo disporre di se stesso, cioè trovarsi in questa classe borghese un compratore. (K. Marx)

chineseIntroduzione

Secondo le previsioni di tutte le più importanti istituzioni economiche mondiali il 2014 doveva esser l’anno della svolta e avrebbe dovuto far registrare una generalizzata ripresa dell’economia mondiale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Giugno 2015 08:33
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Ukraine, cronicle of a drift foretold PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Greco   
Mercoledì 01 Luglio 2015 11:38

[IT]

“A revolution? No, a simple redistribution of papers…This government defends the same values of the previous one: economic liberalism and personal enrichment.” (Vladimir Ishschenko, sociologist and director of the Center of society research in Kiev)

Majdan

The composite Ukrainian puzzle, emerged from the month of February of this year and emblematized by Majdan events, has in effect a very older gestation, picking which meaning we can follow the train of thought, avoiding in this way a recurring ritualism of the mainstream press, but above all the eccentricity of the one who is playing with double standards or, more over, the soporific  speeches at Ceronetti’s manner, and who, ending by  feeding a still enduring demonology, resorts to vacuous litanies, taking inspiration from “La Russie éternelle”, even if – in an impulse of kindness– spare us the evocation of the mythic 7th Cavalrymen.

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Piacevolezze del moderno imperialismo: un poligono di tiro chiamato mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianfranco Greco   
Domenica 31 Maggio 2015 16:14

Dalla  rivista  D-M-D' n° 9

“ Una guerra che non è più assalto alla baionetta e nemmeno fischio di granata, ma qualcosa di peggio: sentirsi pupazzi in mano a un Mangiafuoco sconosciuto che accende e spegne focolai a macchia di leopardo, l’Afghanistan, poi l’Iraq, la Siria, poi la Libia, l’Ucraina. Posti dove, per carità, non c’è guerra – guai a nominarla, la guerra -, solo uno stato di instabilità permanente.”

(Paolo Rumiz: Come cavalli che dormono in piedi)

donbassUn poligono di tiro chiamato mondo

Per il celebre psicologo americano Steven Pinker, autore tra l’altro de “Il declino della violenza. Perché quella che stiamo vivendo è l’epoca più pacifica della storia”[1] il mondo non è mai stato così sicuro e prospero.

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Giugno 2015 13:01
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Nuovo punto di contatto a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 23 Giugno 2015 10:16
I compagni di Roma dell'Istituto Onorato Damen si riuniscono per incontrare quanti fossero interessati, l'ultimo sabato di ogni mese (eccetto agosto), dalle ore 17.00 alle ore 19.00, presso la Libreria Anomalia, in via dei Campani, 73 (quartiere San Lorenzo - raggiungibile con gli autobus ATAC n° 3B, 71, 492 ed i tram n° 3 e 19).

 
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