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Mail dalla Finanza

Creato: 08 Giugno 2017 Ultima modifica: 09 Giugno 2017
Scritto da Carlo Lozito Visite: 716

finanza gE' un segno dei tempi. Se un gestore di hedge fund giunge alla conclusione di dover rivedere le proprie convinzioni riguardo la sua visione del mondo, forse significa che la percezione dell'insostenibilità dell'attuale sistema economico incomincia a toccare anche persone lontane dal nostro modo di pensare. Riportiamo il breve scambio di mail tra un compagno dell' Istituto Onorato Damen e un suo conoscente, completamente a digiuno di marxismo e storia del movimento comunista, che opera professionalmente sui mercati borsistici mondiali e ha vissuto le crisi finanziarie degli ultimi 20 anni. Ci pare significativa la sua risposta perché proviene da una persona il cui lavoro è strettamente legato alla speculazione finanziaria da cui trae la fonte dei suoi guadagni ma altrettanti motivi per iniziare a interrogarsi sull'attuale mondo intravedendone l'insostenibilità.

30 aprile 2017

“Ciao,

ecco gli ultimi due numeri della rivista (D-M-D' ndr) a cui collaboro. La nostra storia è lunga e te la risparmio. Quindi ti propongo di leggere senza alcuna presentazione. Vedrai un po' tu se sono cose sensate o no..

Solo un suggerimento per la lettura: il socialismo oggi è totalmente screditato a causa di quanto è successo in URSS a partire soprattutto dagli anni trenta del secolo scorso. Non esito a definire lo stalinismo una feroce dittatura tanto quanto il nazismo, la cui base economica era il capitalismo di stato, dunque una forma economica in cui vigevano tutte le categorie dell'economia capitalistica (capitale, capitale finanziario, lavoro salariato, moneta, divisione della società in classi, politica imperialistica, ecc.).

Noi riteniamo che l'unica soluzione ai problemi del capitalismo, oggi drammatici in ogni senso (sociale e ambientale), non possano che risolversi attraverso la costituzione della libera associazione dei lavoratori su scala mondiale finalizzata all'eliminazione di tutte le categorie economiche capitalistiche, ovvero una associazione che metta al centro della produzione i bisogni dell'uomo, la sua piena e completa liberazione, nonché l'emancipazione secondo il principio del libero sviluppo delle facoltà di ognuno.

Utopia? Oggi appare così, ma riteniamo che quanto enunciato sopra sia un problema storico cruciale che deve affrontare l'intera umanità mobilitando tutte le intelligenze e forze umane che vogliano porre fine allo stato di cose presenti per aprire la collettività umana alla più importante delle rivoluzioni mai compiute.

Attualmente, esistono le condizioni per fare tutto ciò visto che il mondo è un enorme villaggio interconnesso e tecnologicamente avanzatissimo. A tal punto da consentire la liberazione dell'uomo dal lavoro (già oggi si potrebbe lavorare un paio di ore al giorno se non ci fossero i vincoli della concorrenza capitalistica e della massimizzazione del profitto) e quindi la possibilità che esso si dedichi a quanto di meglio desideri e possa fare.

Certo, ci saranno forze impressionanti da abbattere: quelle di tutti coloro che oggi hanno il potere (economico e politico) che, abbarbicate ai loro privilegi, stanno conducendo il mondo verso un disastro senza precedenti (senza escludere gli effetti più drammatici di una guerra nucleare generalizzata) e non esiteranno a lottare contro ogni cambiamento.

Discorso lungo e complesso come puoi immaginare... problemi non da poco...

La speranza è che ci siano nel mondo, sempre più persone che si stanno ponendo questi problemi. Alcuni segnali ci dicono che, di fronte alla gravità della situazione, qualche piccolo risveglio di coscienza ci sia.

Il nostro è un piccolissimo contributo al processo di collegamento e organizzazione di queste persone.

Non aggiungo altro per brevità pur rendendomi conto che ogni cosa detta avrebbe bisogno di lunghi approfondimenti.

Buona lettura, forse di qualcosa di inaspettato e molto lontano dalle tue convinzioni.

Un caro saluto”

2 maggio 2017

“grazie della mail.

In questa fase storica sto destrutturando quelle che sono state per anni le mie convinzioni economiche, sociali e politiche, per cui ogni contributo in questa direzione lo osservo e lo studio con molto piacere ed attenzione.

Ogni uomo deve seguire un proprio "sogno" quindi apprezzo molto la passione che ci metti per realizzare le tue forti convinzioni in questo ambito

Un abbraccio”

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