Sei qui
L'Istituto è anche Social
FacebookTwitterGoogle Bookmarks

Francia: Nuit Debout esprime il forte disagio sociale e segnala la profondità della crisi del capitalismo.

Creato: 02 Luglio 2016 Ultima modifica: 13 Ottobre 2016
Scritto da Carlo Lozito Visite: 1370
rotturaIn Francia si è sviluppato un forte movimento che, partito dalle piazze, ha progressivamente coinvolto il mondo del lavoro. E' un movimento vasto e diverso da quello del maggio 1968 che si è sviluppato alla fine di una poderosa spinta economica seguita alla seconda guerra mondiale. Esso si è espresso nel contesto dell'acuta crisi economica dell'ultimo decennio del capitalismo che ha colpito il proletariato e la piccola borghesia; quest'ultima, negli ultimi anni, ha subito un vero e proprio tracollo economico perdendo, in estese sue stratificazioni, la posizione di privilegio di cui ha goduto nel passato. Indubbiamente in Nuit Debout parti consistenti di piccola borghesia hanno manifestato ed espresso politicamente il loro disagio.
 

Anche il proletariato, con gli scioperi del maggio e giugno 2016, ha lottato con grande partecipazione contro la Loi Travail, la legge sul lavoro simile alle altre varate nei diversi paesi europei. Non sappiamo a cosa porterà la lotta francese ma sappiamo che la crisi del capitalismo proseguirà, visto che ogni tentativo per arginarla è fallito e le ricette di politica economica sono esaurite, e di conseguenza proseguirà l'attacco alla società da parte della borghesia. Dunque Nuit Debout e il movimento dei lavoratori francesi costituiscono  una prima reazione molto importante in un paese a capitalismo avanzato.

 

Ecco, in sintesi, alcune nostre prime valutazioni.

 

  1. I movimenti dei paesi capitalisticamente avanzati (no global, Occupy WS, Indignados, Nuit Debout), a differenza delle primavere arabe che si sono caratterizzate come movimenti politici che rivendicavano soprattutto la democrazia, si pongono, seppure molto genericamente, in posizione critica rispetto al capitalismo, in particolar modo verso gli eccessi del capitale finanziario, denunciando i diversi aspetti della catastrofe sociale e ponendo l'attenzione sul tema del cambiamento generale della società. E' il segnale di quanto sia profonda e generalizzata la crisi del capitalismo e di conseguenza emerge quanto le rivendicazioni parziali e limitate non abbiano più ragione di esistere e l'attenzione si volga immediatamente al cattivo funzionamento di tutta la società.
  2. Il movimento Nuit Debout si manifesta come movimento che pone immediatamente il problema di un profondo rinnovamento della società, di nuove forme di democrazia partecipativa, della limitazione in economia degli eccessi finanziari e della redistribuzione del reddito. Il movimento ovviamente è molto composito e al suo interno ci sono posizioni diversificate ma la guida è attestata sostanzialmente su queste posizioni riformiste.  Uno dei principali esponenti, l'economista Federic Lordon, rivendica una nuova politica economica che limiti, con una maggiore tassazione, gli eccessi dei guadagni (rendite finanziarie e profitti) e redistribuisca il reddito (una delle forme è il cosiddetto reddito di cittadinanza). Ciò nonostante, il movimento è, nelle sue rivendicazioni, costretto a una maggiore radicalità rispetto ad altri precedenti movimenti di protesta a causa dell'aggravarsi negli ultimi anni della crisi e della sempre più marcata insostenibilità della situazione sociale. L'assenza sostanziale di punti di riferimento rivoluzionari fa sì che  il potenziale di lotta del movimento finisca per avvantaggiare il riformismo piccolo borghese che è alla sua testa.
  3. Il movimento è stato ispirato e organizzato, come generalmente avviene in simili situazioni, da settori della intellettualità francese (François Ruffin e Frederic Lordon ma non solo), attestati su forme di radicalismo politico ed economico tutte interne al capitalismo e alle sue istituzioni.  Qua e là, si ha l'impressione che alcuni settori minoritari del movimento tendano ad andare oltre il quadro riformista imposto dalla direzione del movimento, per tentare di porsi su posizioni più radicali e di più difficile composizione per le forze di governo. Tanto è vero che il governo sta usando massicciamente la forza per reprimere questi settori  e le forme di lotta che assumono. Si vedrà se questa tendenza acquisirà un carattere più netto dell'attuale. Rimane importante evidenziare come il ruolo delle ”teste pensanti” sia stato ancora una volta decisivo nella promozione del movimento e nella sua caratterizzazione politica. Accanto a questo l'organizzazione della comunicazione, tramite Internet e i siti che immediatamente sono stati creati, mostrano come sia stata importante l'organizzazione e in questa, l'organizzazione della comunicazione.
  4. Il movimento Nuit Debout si caratterizza per forte eterogeneità politica. Vi confluiscono forze e tendenze più disparate, al momento prevalentemente giovanili appartenenti al mondo degli studenti, della precarietà, dei movimenti per il diritto all'abitazione, per la pace, per l'ambiente, per le disuguaglianze di genere, ecc. In generale Nuit Debout è in continuità col movimento no global e con quelli altero mondisti che si caratterizzano principalmente per la loro avversità alle politiche neo liberiste. A conferma di questo, pare che Attac (https://france.attac.org/) abbia un ruolo significativo in Nuit Debout, dunque si tratta della riproposizione di un riformismo in veste radicale che, qualora approdasse a qualche nuova forma di organizzazione politica, mostrerà molto velocemente, come è avvenuto in Grecia, l'illusorietà delle sue proposte economiche e politiche dato che la crisi del capitalismo è così grave che la borghesia ha grande difficoltà a fare anche minime concessioni.
  5. Dalla fine di maggio, la mobilitazione dei lavoratori è stata sempre più significativa. Molti settori lavorativi hanno scioperato, anche per più giorni, proclamando in alcune occasioni degli scioperi ad oltranza. La direzione della CGT è stata quella prevalente. Qui gioca un ruolo importante la debolezza, se non la totale mancanza, di punti di riferimento classisti ed è stato per questo inevitabile che la rabbia dei lavoratori, che esiste ed è forte, sia stata utilizzata dai sindacati ufficiali dotati di articolate strutture organizzative. Le principali organizzazioni sindacali francesi, sebbene ci risultino screditate agli occhi dei lavoratori, nel disarmante vuoto politico e organizzativo della organizzazione rivoluzionaria, hanno trovato perciò ampio e facile seguito tra i lavoratori.
  6. Significativa è stata anche l'assenza della mobilitazione delle periferie, in particolar modo a Parigi, a composizione prevalentemente proletaria e sottoproletaria che in tempi passati hanno invece prodotto forti ribellioni. Pare, così hanno riportato alcuni quotidiani francesi, che l'invito alla mobilitazione delle periferie di alcuni esponenti di Nuit Debout non sia stato accolto. E' probabile che i leader dei passati movimenti ribellisti delle periferie abbiano nutrito diffidenza nei confronti di Nuit Debout  e degli intellettuali che ne sono a capo. In ogni caso l'assenza di mobilitazione delle banlieu conferma la difficoltà dei giovani figli di immigrati ad andare oltre, per quanto radicale sia stato in passato il loro movimento, il semplice ribellismo, cieco e politicamente inconcludente. E' un altro segno della frammentazione sociale del proletariato e della sua divisione politica.
  7. In sintesi, potremmo definire il movimento Nuit Debout diretto e influenzato da una politica piccolo borghese che riflette il disagio sociale prodotto dal processo di proletarizzazione dei cosiddetti ceti medi. Anche il movimento dei lavoratori si è sviluppato sostanzialmente sotto la guida dei sindacati ufficiali, quindi sotto una guida politica tutta protesa a contenere le spinte e  la rabbia della base all'interno delle attuali istituzioni economiche e politiche per preservarle da spinte più radicali e destabilizzanti. Di conseguenza emerge fortemente la necessità di lavorare per stimolare-organizzare le avanguardie rivoluzionarie alla riflessione sul significato odierno della prospettiva comunista in modo da avviare e/o contribuire al rilancio delle prime forme organizzative che abbiano almeno una prima definizione del programma comunista. Questo oggi manca ed è generalmente sottovalutato.

 

Il movimento Nuit Debout e altri simili futuri, sono anche occasioni importanti per portare la voce comunista, anche se ultra minoritaria, tra le loro fila e iniziare a costituire dei legami con la classe. A tutto questo noi cerchiamo di lavorare.

 

  1. E' stata finora significativa la mancanza di mobilitazione fuori dalla Francia, in particolare in Italia. Questo pone degli interrogativi sul fatto che, in presenza di crisi economiche ancora più gravi ed estese che colpiscano simultaneamente interi continenti, non si possa dare per scontata la sincronizzazione temporale degli eventuali movimenti di lotta nei diversi paesi. Si impone perciò la necessità di avviare subito il contatto tra le avanguardie che operano nello scenario internazionale per riproporre il lavoro di confronto sul programma e l'organizzazione comunista anche a scala allargata. Avviare questo processo è altrettanto importante quanto quello che deve avvenire a scala nazionale.
Chi è online

Abbiamo 180 visitatori e nessun utente online