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Il Capodanno

Creato: 27 Dicembre 2015 Ultima modifica: 17 Settembre 2016 Visite: 1678

1. S'accresce il giorno di un'ora e sei minuti, ovvero:

2. A capodanno il giorno s'allunga alquanto.

3. Notte di capodanno silenziosa e serena, è presagio di un anno buono.

4. Rosso di sera a capodanno, reca certo solo danno.

5. Se un uomo incontra una monaca a capodanno, deve scavalcarla, altrimenti a maggio si romperà una gamba.

6. Se piove intorno a capodanno, a Pasqua cadrà la neve.

7. Se a capodanno splende almeno quel tanto di sole da consentire al carrettiere di schioccare la frusta, agosto sarà sereno e piacevole.

8. Chi ha la suocera cattiva, prima di pranzo reciti per lei un paternostro a rovescio e a primavera la suocera comincerà a deperire.

9. Se a capodanno fa bello, anche il raccolto sarà buono.

10. Quante volte sbadiglierai a capodanno, tanti bambini ti nasceranno entro l'anno.

11. Avere un poliziotto a pranzo a capodanno, è presagio di un avanzamento nella carriera.

12. Come va a capodanno, così va per l'anno intero.

13. Dalle parti di Tabor (città della Boemia centro-meridionale) una vecchietta va con un bimbo per mano e strilla. La gente di lì lo interpreta in questo modo: quando nacque Cristo nostro signore, anche il diavolo voleva vederlo, e allora si trasformò in una vecchia, per guardarlo attraverso una fessura.

14. Se vuoi che le galline non ti facciano le uova fuori del nido, a capodanno fai un cerchio con una corda o una catena e spargici sopra il becchime.

15. Se hai moglie frivola, e sei geloso, puoi usare lo stesso rimedio anche per lei.

16. Se a capodanno una fanciulla sbatte violentemente una porta, i suoi genitori arriveranno a vederla disonorata nel prossimo anno.

17. Se affoghi a capodanno, andrai in cielo.

18. Se un sovrano a capodanno incontra un vescovo, non avrà da temere per la propria vita.

19. E infine: se la notte di capodanno splendono le stelle, nascerà molto bestiame.

Caro, dolce capodanno! Come si può vedere, sei circondato di poetiche profezie, la pronosticazione popolare inferisce da te tutto il possibile e i nostri contadini non avevano altro da fare, che combinare come si sarebbe formato il futuro, se quel giorno sarebbe stato bello, se sarebbe piovuto, nevicato, se ci sarebbe stato vento, ecc.

Il capodanno da noi era un concetto molto complesso, mentre ora la sua definizione è molto semplice.

È il primo giorno di ogni anno entrante, vale a dire, secondo l'attuale calendario civile, il giorno del primo gennaio.

L'umanità vive ininterrottamente ormai da tempi remoti. Ha diviso il tempo. Ha inventato gli anni. Concetto molto importante, con il quale è stato agevolato il compito agli storici. Nell'anno del signore tale e tal'altro ci fu una battaglia in questo e quel posto. Nell'anno del signore tale e tal'altro in quella battaglia caddero tante e tante migliaia di uomini. Nell'anno del signore tale e tal'altro si ammazzarono in questo e quel posto. Gli uomini hanno inventato gli anni del signore.

E furono i preti a proclamare per la prima volta il capodanno. È chiaro che prima che il calendario civile stabilisse precisamente il suo tempo al primo gennaio, il capodanno ha subito tutta una serie di cambiamenti. Tra gli ebrei era il primo giorno del mese tišrî (il nostro settembre). Qui i sacerdoti suonavano al mondo, dall'alto del tempio, trombe d'argento dall'alba al tramonto del sole.

Nell'antica Roma l'anno iniziava il primo di marzo. Gli antichi romani offrivano sacrifici al dio Giano, il quale aveva due fronti, poiché anche tra gli dei valeva il detto: "È bene avere gli occhi anche di dietro".

In quel giorno i valorosi romani si inviavano reciproci doni di capodanno (strenae), come schiavi e schiave, elefanti e altre cose simili. Si scambiavano anche gli auguri, cosa che poi si è conservato anche nelle epoche cristiane. Felice e lieto capodanno! Ancora oggi lo sentite dire e lo leggete sui giornali. Per quanto riguarda i doni di capodanno, questa abitudine si è mantenuta in Francia (étrennes) ed anche da noi. In Austria, ad esempio, a capodanno è abitudine fare delle sorprese ai cittadini con dei piccoli doni. Quest'anno, per esempio, c'è l'aumento delle tariffe postali e telegrafiche, che entrerà in vigore il 16 gennaio 1907. Le lettere normali d'ora in avanti dovranno essere affrancate con 10 centesimi invece di 6. La tariffa dei biglietti postali pneumatici e delle cartoline postali pneumatiche sarà aumentata di 5 centesimi. Nel settore dei telegrafi è stata stabilita una tariffa di 2 centesimi per i moduli e abolita la tassa ridotta per i telegrammi normali, e viene fissato un importo di 6 centesimi per parola. A Vienna la tariffa per i telefoni commerciali ammonta, secondo il numero delle conversazioni, a 300, 400 e addirittura 500 corone, per i telefoni privati a 240 corone. I vaglia postali costeranno un centesimo in più e per le cartoline postali e i nastri si pagherà un centesimo come indennizzo per il costo di produzione. La monarchia austroungarica augura a tutti i suoi cittadini un felice e lieto nuovo anno 1907!

Il primo marzo iniziava l'anno nuovo anche nella repubblica di Venezia, che lo mantenne in uso fino alla caduta, nel 1797. A Pisa fino al 1749 iniziava il 25 marzo. In Francia lo iniziarono a Pasqua dal XII secolo fino al 1563. E poiché la Pasqua cade trentacinque giorni diversi in un secolo, avevano il capodanno in vari periodi, e alla fine si confusero a tal punto, che nel 1495 lo festeggiarono due volte.

In Danimarca erano più intelligenti. Si procurarono un santo, Tiburzio, l'undici agosto. Lo mantennero fino al 1599, festeggiando in tal modo in una sola volta Santo e il capodanno.

Anche nell'impero bizantino dapprincipio ebbero delle difficoltà con il capodanno, finché un imperatore, con la minaccia di grandi pene, decretò che il capodanno si doveva festeggiare il primo di settembre. Secondo le antiche cronache, venne fuori lì un uomo che dichiarò pubblicamente che era un'assurdità. Quest'uomo, di nome Antakus, fu torturato e tenuto in carcere finché non riconobbe il capodanno statale.

Al tempo dei Carlo, nell'impero Franco festeggiavano il capodanno il 25 dicembre. E fu Carlo Magno a festeggiare un capodanno in maniera straordinaria e solenne. A maggior onore e gloria di dio, fece ardere a capodanno alcune decine di saraceni. Il calendario romano giuliano non stabiliva nulla di preciso e per tutto il medioevo i preti dei paesi europei litigarono sul capodanno, finché papa Gregorio XIII nelle modifiche non stabilì che il primo gennaio fosse l'inizio dell'anno.

Questo inizio non venne però osservato strettamente dappertutto, col tempo cedette il posto all'arbitrio dei sovrani, finché non ricomparve nei secoli sedicesimo e diciassettesimo.

Per quanto attiene al nostro capodanno, quindi, è un'invenzione della chiesa.

Felice e lieto anno nuovo! Al mattino uno si sveglia e sente picchiare leggermente alla porta. Entra il portinaio. Per tutto l'anno vi ha calunniato, per tutto l'anno ha litigato con un inquilino come me, e ora mi porge mellifluo, con un sorriso, un pezzetto di cartoncino sul quale a lettere dorate sta scritto: "Felice e lieto anno nuovo dal portinaio". Sta lì ad aspettare.

Aspetta, mascalzone! Mi avvicino con aria seria e gli dico cordialmente: "Vi auguro un altrettanto felice e lieto anno nuovo".

Il briccone se ne va desolato e fuori dirà: "Ma è uno spilorcio!".

Al caffè vi si accosta silenzioso come un gatto il cameriere.

Per tutto l'anno non vi ha portato il giornale che desideravate, per tutto l'anno avete sostenuto con lui delle battaglie per una zolletta di zucchero, e ora vi sta accanto e porgendovi confidenzialmente un calendarietto, vi dice: "Auspico per voi un felice e lieto anno nuovo!".

Fategli gli auguri come al portinaio e aggiungete: "È ora portatemi l'omladina" (giornale anarchico che si pubblicò a varie riprese tra la fine dell'800 e l'inizio del 900).

"Ti ha dato qualcosa?" chiede al cameriere un suo collega.

"Puah, invece di darmi una corona, mi ha augurato un lieto anno nuovo".

Uomo di princìpi! Viene lo spazzino, viene lo spazzacamini, viene il portalettere, viene il fognaiolo, tutti tendono la mano. Felice anno nuovo!

Vi corrono i brividi su per la schiena! Le schiere di coloro che si felicitano crescono, si accalcano su di voi e alla fine vi si divideranno, questo vi toglie il cappotto, quello le scarpe, quell'altro i pantaloni, e tutto con l'augurio di un felice e lieto anno nuovo.

Questo si chiama sogno di una notte di capodanno.

Per strada gli uomini si fermano, si tolgono il cappello e si stringono la mano. Lieto anno nuovo. Mettiamo che la persona alla quale viene augurato, non sappia che cosa mangiare domani, risponderà con un sorriso: "Grazie, grazie, ve lo auguro anch'io".

Per le strade vedete uomini con i calendari stretti sotto il braccio. Corrono a casa per appenderli al muro.

Nei giornali compaiono racconti di capodanno, felicitazioni per l'anno nuovo e riflessioni su quanto è stato bello l'anno passato.

Le guardie di polizia hanno i bottoni dell'uniforme lucidati. Dal governatore si annunzia l'arrivo dei dignitari che vanno a felicitarsi.

Nelle famiglie si prepara il pranzo della festa e si leggono gli almanacchi delle poste i feuilleton di capodanno sui giornali.

Migliaia di persone si fingono soddisfatte.

Ma migliaia e migliaia di persone il primo gennaio 1907 guardano al futuro con sentimenti diversi da quelli dei pasciuti borghesi. Per queste migliaia esiste solo un capodanno, dal quale si calcolerà poi il tempo.

E quel capodanno è il giorno in cui spariranno tutti questi sciocchi trastulli, quando gli ordini pericolanti crolleranno...

E sarà il glorioso premio di capodanno per l'umanità!...

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