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Il senso della proprietà e il comportamento umano. Il contributo di un recente studio.

Creato: 17 Aprile 2014 Ultima modifica: 17 Settembre 2016 Visite: 1636
Nella società capitalistica si riscontrano comportamenti dettati da un particolare fenomeno definito “effetto dotazione”: tra qualcosa che si possiede e qualcosa che non si ha, si considera il primo di maggior valore esclusivamente per il fatto stesso di possederlo, prescindendo da qualunque altra considerazione. Questo effetto, addirittura, prevale anche sulla valutazione del maggior utile nelle scelte economiche. Ma si tratta di un  carattere umano, universale, o di una deformazione condizionata dalle società di classe?

Nelle dottrine economico-politiche si è affermata l'ipotesi dell'effetto dotazione[1]: le persone attribuiscono a ciò che si possiede maggior valore rispetto a ciò che non si possiede. Questa tendenza agirebbe anche contro il principio di razionalità economica: conservare e non cedere la propria proprietà pesa in genere di più del calcolo del maggior utile.

Se una persona possiede un qualunque oggetto su due considerati, quando le si propone lo scambio la probabilità statistica che questo risulti gradito è pari al 50%; ma dall'osservazione sperimentale si vede che solo nel 10% dei casi lo scambio avviene realmente. Insomma il semplice fatto di possedere uno dei due oggetti fa sì che gli attribuiamo maggior valore rispetto all'altro, e preferiamo conservarne la proprietà.

Un'équipe interdisciplinare di ricercatori, con uno studio[2] pubblicato nel 2013 dall'American Economic Review, ha contribuito a chiarire se tale tendenza è effettivamente universale, a coglierne il significato evolutivo e le determinazioni ambientali.

Anziché replicare gli esperimenti coinvolgendo studenti universitari occidentali, i ricercatori hanno ritenuto più interessante lavorare con gli Hadza, un gruppo etnico presente in Tanzania, di cui una parte vive come  cacciatori-raccoglitori. I tratti caratteristici di questi ultimi sono, secondo gli autori, un alto grado di “collettivismo” ed “egualitarismo” e l'assenza di “interazioni mercantili”.

Le conclusioni dello studio sono particolarmente interessanti. E' risultato che gli Hadza maggiormente isolati non manifestano l'effetto dotazione. Quando si chiede loro di scambiare l'oggetto posseduto con un altro, infatti, lo scambio, sia con il cibo che con strumenti, avviene il 50% delle volte: insomma proprio quello che il calcolo delle probabilità suggerisce dovrebbe accadere.

Quando l'esperimento è stato condotto con gli Hadza che vivono in villaggi con maggiore contatto con la “società moderna e i mercati”, la tendenza a manifestare l'effetto dotazione è salita: lo scambio infatti non veniva più effettuato il 50% delle volte, ma il 25%, un dato più vicino al 10% che risulta nel mondo capitalistico.

I ricercatori hanno precisato che gli Hadza non rappresentano lo specchio fedele delle popolazioni paleolitiche, ma comunque lo studio ha un grande valore perché individua la differenza di comportamento tra la quasi totalità dell'umanità che vive nel mondo capitalistico e quei piccoli gruppi umani che continuano a vivere da cacciatori-raccoglitori. Lo studio contribuisce a dimostrare che l'”effetto dotazione” non è affatto una caratteristica universale degli esseri umani, ma dipende da fattori ambientali: ovvero, dalla formazione economico sociale.

Un interessante contributo, quindi, per cogliere con quale potenza e profondità quest’ultima possa conformare gli esseri umani; ma anche, indirettamente, per intuire la potenzialità liberatrice che potrebbe avere la rivoluzione per una società nuova.

Letture consigliate

Coren L. Apicella, Eduardo M. Azevedo, Nicholas A. Christakis, James H.Fowler «Evolutionary Origins of the Endowment Effect: Evidence from Hunter-Gatherers», American Economic Review 2013

Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie. Breve storia degli ultimi tredicimila anni, Einaudi, Torino 1997

Friedrich Engels, L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato (1884), Editori Riuniti, Roma 2005

Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi, Torino 2004


[1] Cfr. Matteo Motterlini, Francesco Guala, Economia cognitiva e sperimentale, Università Bocconi Editore, Milano 2005

[2] Coren L. Apicella, Eduardo M. Azevedo, Nicholas A. Christakis, James H.Fowler «Evolutionary Origins of the Endowment Effect: Evidence from Hunter-Gatherers», American Economic Review 2013

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