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PRIMO MAGGIO 2019

Creato: 30 Aprile 2019 Ultima modifica: 05 Maggio 2019
Scritto da Istituto Onorato Damen Visite: 118

La “festa” del lavoro che non c’è

Il Primo Maggio ha una storia che affonda le proprie radici nel 1890, quando le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori di diversi Paesi organizzarono la prima grande manifestazione proletaria internazionale, per rivendicare l’imposizione per legge del limite della giornata lavorativa a otto ore.

Quella che è stata la giornata simbolo della lotta dei lavoratori contro il capitale da decenni si è trasformata in un semplice rito ludico e folcloristico, privo di qualsiasi contenuto di classe, che neppure lontanamente richiama il conflitto insanabile fra borghesia e proletariato, benché le condizioni di vita e di lavoro di quest’ultimo stiano costantemente peggiorando.

L'unico scopo del capitalismo è realizzare il massimo profitto, al contrario, in una società che abolisce lo sfruttamento e indirizzi le risorse e le conoscenze per il soddisfacimento dei bisogni di ciascuno sarebbe possibile da subito ridurre drasticamente la giornata lavorativa, e assicurare a tutti i lavoratori condizioni di vita veramente umane. Ciononostante, al contrario del 1890, gli stessi sindacati, mentre organizzano la festa del lavoro, firmano accordi per prolungare la giornata lavorativa; con la loro azione al servizio del Capitale, assicurano il totale asservimento del libero lavoratore salariato alle sole esigenze delle imprese.

Nel capitalismo del XXI secolo il lavoratore è diventato nei fatti un vero e proprio schiavo al servizio di sua maestà il Capitale. Miliardi gli individui che al contempo sono esclusi dalla possibilità di soddisfare persino i più elementari bisogni, attraverso la vendita della propria forza-lavoro.

Questa è la conseguenza dell’uso capitalistico delle macchine e della tecnica, in particolare dell’applicazione ai processi produttivi dell’intelligenza artificiale e della robotica.

Siamo solo agli inizi di quello che si preannuncia come una nuova fase dello sviluppo capitalistico, in cui la forza-lavoro sarà massicciamente espulsa dal ciclo di sfruttamento del Capitale.  

Se questo è il presente e il futuro che ci prospetta la borghesia, diventa tanto attuale quanto urgente e necessario ridare vigore alle ragioni fondative delle manifestazioni del Primo Maggio: riprendere la critica al modo di produzione capitalistico, facilitare a chi è costretto a vendere la propria forza-lavoro per vivere di riconoscersi come appartenente a un’unica classe sfruttata, riprendere la lotta per un’autentica società comunista: l’alternativa è la barbarie.

 In questa prospettiva di rilancio dell’alternativa comunista si muove da dieci anni l’Istituto Onorato Damen, un’associazione comunista internazionalista che intende contribuire, insieme a tutti coloro che non intendono rassegnarsi alla barbarie capitalistica, a una nuova sistematizzazione teorica e politica dei problemi della rivoluzione comunista nel XXI secolo e alla riaggregazione ed organizzazione delle avanguardie comuniste a scala internazionale.

 

ISTITUTO ONORATO DAMEN

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