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Uscito il nuovo numero della rivista: ad un secolo dall’Ottobre

Creato: 05 Febbraio 2018 Ultima modifica: 06 Febbraio 2018
Scritto da Lorenzo Procopio Visite: 650

Dedichiamo al centenario della Rivoluzione bolscevica un numero speciale di DMD’ perché pensiamo che le ragioni di quell’evento trovino una straordinaria conferma nelle contraddizioni del capitalismo del XXI secolo

dmd12 thumbNel centenario della Rivoluzione d’ottobre ci sembrava doveroso dedicare questo numero della rivista all’evento che più di ogni altro ha segnato la storia del ventesimo secolo. Appare quasi superfluo sottolineare che la nostra non vuole essere una commemorazione liturgica di quella straordinaria pagina nella storia del movimento operaio internazionale. Se ci limitassimo a ciò, o semplicemente a ripercorrere le tappe che hanno prima segnato l’assalto al cielo e poi determinato la vittoria della controrivoluzione stalinista, verremmo meno al nostro compito di rivoluzionari che, per essere tali, invece hanno l’obbligo di cogliere le contraddizioni del moderno capitalismo e di conseguenza rilanciare l’alternativa del comunismo. Quello della commemorazione lo lasciamo a chi ha da tempo abbandonato la via maestra del materialismo storico, mentre il narrare le vicende della rivoluzione lo lasciamo agli storici di professione che hanno scritto migliaia di volumi in questi ultimi cento anni.

Riflettere oggi sull’ottobre russo ha per noi il significato di ribadire che le ragioni politiche, economiche e sociali che hanno determinato lo scoppio  della rivoluzione russa sono più attuali che mai. Il trascorrere di un secolo non solo ha rafforzato quelle ragioni ma le ha globalizzate, tanto che solo oggi è possibile osservare come le condizioni di vita e di lavoro di miliardi di proletari siano nei fatti pressoché identiche a New York come a Manila, a Pechino come a Milano.

Le contraddizioni in cui si dimena il capitalismo su scala internazionale sono così acute che il mondo si è trasformato in una polveriera pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Le nuove forme di appropriazione parassitaria di plusvalore che si determinano attraverso la produzione di capitale fittizio, che agli inizi del novecento erano ancora nella loro fase embrionale, da un lato rafforzano le dinamiche verso la guerra permanente e dall’altro accentuano i processi d’impoverimento e di precarizzazione di miliardi di proletari su tutto il globo terrestre. Mai come in questi ultimi decenni i processi di centralizzazione e concentrazione del capitale hanno determinano una così accentuata polarizzazione della società tale da rendere insostenibile la vita a miliardi di essere umani, mentre poche centinaia di individui concentrano nelle proprie mani la ricchezza di interi continenti. Ma forse il peggio deve ancora arrivare, visto che dietro l’angolo quello che si prospetta è una nuova ondata di soppressione di milioni di posti di lavoro che sarà determinata dall’introduzione di nuove tecnologie che automatizzeranno intere filiere in ogni settore produttivo.

Come si vede sono tante la ragioni che ci spingono a guardare al mondo del ventunesimo secolo con la consapevolezza che anche in questa modernità sono confermate in pieno, anzi se vogliamo sono addirittura aumentate, le ragioni che hanno determinato le straordinarie vicende della rivoluzione del 1917.

Il nostro omaggio alla rivoluzione russa consiste quindi nel dedicare l’attenzione a un insieme di questioni che reputiamo di estrema attualità e che trovano nell’ottobre 1917 un primo e significativo momento di verifica; ed è questo il tema dell’articolo Centenario della rivoluzione Bolscevica: riproporne l’attualità. Uno dei saggi presenti in questo numero della rivista è interamente dedicato ad un’approfondita disamina delle Forme del potere proletario, così come si sono affermate nelle esperienze della Comune di Parigi del 1871 e nella rivoluzione russa del 1917. In questo saggio si svolge una disamina critica delle varie tesi che si sono affermate in seno al marxismo rivoluzionario sulla questione del rapporto tra l’avanguardia politica e la classe e tra partito e gli organi del potere proletario. Un articolo è dedicato alle Considerazioni sulla presunta scomparsa delle classi sociali. In esso si evidenzia come il moderno proletariato internazionale è enormemente cresciuto a fronte della concentrazione della ricchezza e dei mezzi di produzione in poche mani. Di estrema attualità è l’articolo La tribalizzazione delle dinamiche capitalistiche nel quale è descritto il fenomeno del lavoro che viene ceduto gratuitamente.

Un saggio che tratta un argomento che affonda le proprie radici nella stessa rivoluzione russa è Disfattismo rivoluzionario, oggi; in esso si ribadisce la validità di tale strategia per opporsi alla guerra imperialistica permanente.

Doveroso ci è sembrato concentrare la nostra attenzione su La questione della transizione nell’era del capitale globale. Nell’articolo ampio spazio è dedicato alla critica, dal punto di visto del marxismo rivoluzionario, di quelle tesi del neo-operaismo che ipotizzano il superamento del capitalismo mediante lo sviluppo della moneta del comune.

Riflessioni molto interessanti si possono leggere in Il proletariato e la rivoluzione socialista nell’epoca dei robot, in cui si sostiene tra le altre cose che la rivoluzione comunista o sarà opera del proletariato o non sarà e in tal caso sarà la rovina dell’intera società.

Infine abbiamo pensato di chiudere la rivista con un saggio storico dedicato all’Intervento dell’imperialismo americano in Russia e Cina. L’accordo Lansing-Ishii del 1917.

Buona lettura a tutti i nostri lettori.

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