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Pubblicazione rivista

Creato: 06 Dicembre 2011 Ultima modifica: 11 Gennaio 2019
Scritto da Istituto Onorato Damen Visite: 12329

thumb copertina dmd13E’ appena stato pubblicato il numero 13 della rivista DMD’. Piccoli cambiamenti grafici possono essere colti nella copertina di quest’ultimo numero. In primo luogo è cambiato l’aspetto grafico del titolo della rivista, nonché il sottotitolo.

Il presente numero della rivista è suddiviso in due grandi sezioni: una prima parte è dedicata all’analisi dei problemi del mondo del lavoro, mentre nella seconda parte sono pubblicati articoli dedicati al bicentenario della nascita di Karl Marx.

Il primo articolo “Intelligenza artificiale: dannazione o liberazione del lavoratore?” è dedicato all’analisi del devastante impatto che avranno le nuove tecnologie sul mondo del lavoro. Questo è quanto si legge nell’incipit dell’articolo “Si annuncia la rivoluzione dell’IA, peraltro già avviata da oltre 20 anni con lo sviluppo di Internet e del web. Sarà una rivoluzione che peggiorerà le già deteriorate condizioni di vita dei lavoratori aprendo scenari sociali di potenziali conflitti i cui esiti sono al momento imprevedibili. Essa fa intravedere, per la prima volta nella storia, la possibilità concreta di far lavorare le macchine al posto degli uomini e di liberarli dalla dipendenza dal lavoro coatto”.

Di strettissima attualità politica è il secondo articolo “La gestione dei flussi migratori come fattore di stabilizzazione al ribasso del valore della forza-lavoro e di divisione del proletariato” in cui si evidenzia come i flussi migratori abbiano anche la conseguenza di abbassare ulteriormente il costo della forza lavoro.

Il terzo articolo “Il sindacalismo non è utile allo scopo di abolire il lavoro salariato” sostiene come “Il sindacato non è stato e mai sarà uno strumento della rivoluzione. Esso al massimo può negoziare il miglior prezzo della forza-lavoro. In tempi di crisi il capitale non può garantire nemmeno il minimo indispensabile alla sopravvivenza, ne è una dimostrazione la condizione del moderno proletariato giovanile. In tale contesto il sindacato è costretto a trattare al ribasso e deve convincere i lavoratori che non si può andare oltre le compatibilità capitalistiche”.

L’ultimo articolo dedicato al problema del lavoro è “Il feticismo tecnologico e le politiche attive contro il lavoro” in cui si evidenzia come “Solo immaginando il capitalismo che non c’è è possibile conciliare gli attuali processi di automazione con l’esigenza di assicurare una vita dignitosa a tutti. Ci può credere solo l’economista borghese che come Antonio, il fratello usurpatore di Prospero, il duca di Milano di shakespeariana memoria «a forza di raccontare bugie per verità, riduce la sua memoria in tanta fallacia da credere per primo alla propria menzogna».

La seconda parte della rivista inizia con la pubblicazione dell’articolo “A 200 anni dalla nascita di Marx.

L’attualità di un pensiero e di una battaglia rivoluzionaria” in cui si ribadisce l’attualità del marxismo anche nel XXI secolo.

Segue l’articolo “Brevi note sull’Introduzione del ‘57 ai Grundrisse” in cui l’autrice ripercorre la lunga “gestazione de Il Capitale abbia impegnato un lungo tratto della travagliata esistenza di Karl Marx. Nondimeno è possibile individuare diversi punti cruciali all’interno della riflessione marxiana, non omogenea né progressiva, ma piuttosto impegnata in una inesausta riflessione relativa alle “tre fonti e tre parti integranti del marxismo”, una delle quali riteniamo abbia una certa rilevanza relativa agli aspetti metodologici che, sin dai Manoscritti economico-filosofici del 1844, non ha mai smesso di occupare parte cospicua dell’analisi di Marx. Ci riferiamo al patrimonio del pensiero filosofico tedesco, in particolare alla pesante eredità esercitata dalla ricerca hegeliana con cui, è possibile dire, l’autore del Manifesto si è costantemente misurato durante tutta la sua esistenza”.

In appendice all’articolo “Una pagina di Marx. Critica al mistero della costruzione speculativa” viene ripubblicato un paragrafo della Sacra Famiglia in cui il Moro critica da un punto di vista materialistico il metodo della costruzione speculativa.

Completa la rivista l’articolo “Metropoli e rapporto uomo-ambiente nella transizione al comunismo” dedicato ad analizzare uno dei tanti aspetti legati al problema della transizione. In particolare si può leggere come “Nella teoria e nella prospettiva attuale della transizione dal capitalismo contemporaneo al comunismo possibile, è essenziale oggi riprendere criticamente la riflessione attorno a quelle coordinate produttivistiche, tecno-idolatriche e antropocentriche che hanno caratterizzato ampia parte della teorica comunista tra fine Ottocento e Novecento. L’esigenza che emerge oggi è muoversi in orizzonti nuovi che più radicalmente affrontino la necessaria coniugazione di umano e naturale. L’articolo che segue vuole essere uno spunto per avviare un confronto su questi temi, ed è a sua volta il primo prodotto di un dibattito in corso.”

Buona lettura a tutti

 

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