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Nuovo numero della rivista

Creato: 06 Dicembre 2011 Ultima modifica: 02 Ottobre 2019
Scritto da Istituto Onorato Damen Visite: 12651

E’ appena stato pubblicato il n. 14 della nostra rivista DMD’.

thmb copertina dmd 14L’articolo che apre questo numero della rivista nel tracciare un primo bilancio politico dei primi dieci anni di vita dell’Istituto Onorato Damen, delinea anche la prospettiva verso cui è diretto il nostro lavoro, infatti “Senza rivoluzione comunista una società finalmente umana che metta fine al dominio e allo sfruttamento, che riconcili umanità e natura grazie a una prassi sociale, trasparente, non mistificata, non finalizzata al profitto, ma che abbia come obiettivo il muoversi in direzione degli interessi e del ben-essere degli uomini, in armonica relazione con il contesto ambientale, non potrà mai vedere la luce.”

Il secondo articolo è dedicato ad un tema di strettissima attualità, la questione ambientale. Il lungo saggio, ricco di dati che testimoniano del degrado ambientale, inchioda il modo di produzione capitalistico alle sue responsabilità. Senza una chiara opposizione di classe al capitalismo non può esserci alcuna difesa dell’ambiente, e tutti i movimenti ambientalisti, se non fanno proprie le istanze della rivoluzione comunista, sono destinati ad essere fagocitati da quella logica del profitto che è all’origine dei disastri ambientali.

Segue un articolo che esamina il movimento francese dei Gilet Gialli in cui si afferma che   “Il movimento dei “gilet gialli” è un segnale forte del disagio sociale che colpisce anche le aree avanzate del capitalismo. A subirne le conseguenze è in primo luogo il proletariato, soprattutto il nuovo proletariato giovanile, in parte frammentato e precarizzato dalle ristrutturazioni dell’apparato produttivo e dalla nuova divisione internazionale del lavoro. Analogamente, la dinamica di crisi del sistema, scompagina buona parte dei ceti medi, i quali reagiscono al precipitare della loro condizione verso il basso. Il processo di proletarizzazione della società ripropone la relazione tra queste due componenti della formazione sociale borghese portatori potenzialmente di aspirazioni e progetti storicamente contrapposti.”

Il quarto articolo affronta una questione poco dibattuta nell’ambito delle sparute avanguardie rivoluzionarie, quella del superamento del lavoro. L’intento che si propone l’autore del saggio è “….di rimetterlo oggi a tema, nella consapevolezza che possa rappresentare un asse fondamentale attorno cui  approfondire la riflessione sulla dialettica tra necessità e libertà, sulle modalità di relazione uomo-natura e sulle stesse forme di razionalità dominanti.”

Molto interessante per comprendere le dinamiche di classe e lo scontro imperialistico in questa nuova fase del capitalismo è l’articolo “I fantasmi di una recessione prossima ventura. Le sue implicazioni sul piano di classe e su quello internazionale.”

L’articolo “Le fauci del Capitale ben salde nella giugulare della forza lavoro” attraverso il racconto di fatti di vita reale evidenzia come sia solo la rivoluzione “L’unica possibilità necessaria per invertire il destino di una umanità votata altrimenti al collasso economico, sociale, ambientale, umano.”

Chiude la rivista l’articolo che traccia un bilancio critico a 100 anni dalla fondazione dell’Internazionale Comunista e che presenta in appendice tra i più significativi documenti della III Internazionale e della sinistra comunista che fin dagli anni venti del secolo scorso si è opposta alla controrivoluzione stalinista.

Buona lettura a tutti.

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