Ora tocca a Gaza e poi?

Categoria: Asia
Creato: 02 Gennaio 2024 Ultima modifica: 02 Gennaio 2024
Scritto da Alessandro Esotico Visite: 140

Una cosa però è certa: in quel fazzoletto di terra si concentrano molti degli

interessi dei due maggiori poli imperialistiche che a pagare

il conto più salato saranno le popolazioni civili

 

A disinesperada llamada joe biden seleccion usa 96tanza di due mesi dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas la situazione è a dir poco drammatica. Gaza è un vero e proprio cimitero a cielo aperto. Riuscire a stabilire delle cifre certe è difficile, soprattutto perché gli stessi organi di informazione cercano di tirare acqua al proprio mulino di riferimento. ANSA riporta i dati rilasciati dal ministero della sanità di Hamas: dall’inizio dell’invasione di Israele sarebbero oltre 20 mila le persone uccise e 50 mila i feriti.¹ Euro–Med Monitor ha precisato che 24 mila bambini, ad oggi, sono orfani di almeno un genitore, e che tra le decine di migliaia di morti causati dalle bombe israeliane più di 9 mila sono proprio bambini. Moltissime infrastrutture sono state distrutte, un dato esemplificativo al riguardo: su 36 ospedali solo 11 sono parzialmente funzionanti.² La violenza oramai non conosce limiti e mentre si ammazza e si distrugge c’è chi già progetta il futuro.

Il sionismo da anni è diventata l’ideologia trainante del nazionalismo israeliano. Per le fregole degli speculatori locali questa guerra è una vera e propria benedizione. Liberare Gaza dai civili palestinesi, un sogno, un grande business. Uno dei casi più emblematici è quella di Harey Zahav, azienda edile israeliana nota per le costruzioni di lusso in Cisgiordania. Amministratore delegato e dipendenti si sono arruolati volontari nella campagna di “liberazione” dei territori dai “terroristi”. Sono partiti già con i progetti in tasca per costruire le nuove ville³, sponsorizzate in questi giorni sui social.

Ma non si muore di sole bombe. Ad inizio dicembre il report del Cluster per la nutrizione a Gaza ha denunciato una situazione sconcertante: la malnutrizione sta diventando un fattore sempre più decisivo tra le cause dei decessi,soprattutto nei casi riguardanti i bambini. I civili palestinesi sono letteralmente assediati dalla fame, dalla sete e dall’artiglieria. Nell’ultima riunione ONU gli Emirati Arabi Uniti hanno presentato una risoluzione per il cessate il fuoco. A questa proposta gli USA hanno posto il veto, sventolando il pericolo incombente di Hamas, di quanto possa essere deleteria per la stabilizzazione regionale una sospensione delle “attività militari” in questo momento.

Bisogna saper leggere tra le righe del politichese. Lenin non a caso definì, l’allora Società delle Nazioni,un covo di briganti. Questi consessi possono servire da cartina di tornasole. È chiaro che qui in gioco non c’è l’interesse per le vite delle persone: risoluzioni e veti aiutano a farci comprendere gli interessi che si celano dietro le diplomazie e le cancellerie dei vari predoni imperialisti. Qui c’è in ballo il primato finanziario degli Stati Uniti d’America e il controllo di una dei più importanti giacimenti di gas e petrolio del mondo. Primato e controllo messo in discussione dall’ascesa dei BRICS e dal progetto della “via della seta” cinese.

Gli americani questo lo sanno sin troppo bene, altrimenti non si spiegherebbe l’enorme dispiegamento di forze militari a favore di Israele mentre a parole criticano gli attacchi israeliani alla popolazione civile. La portaerei USS Gerald R. Ford è a supporto delle operazioni militari di Netanyahu da ottobre e migliaia sono i soldati inviati dalla Casa Bianca. Ad oggi resta di vitale importanza affermare la supremazia degli Usa in un area che, pur essendo stata per decenni uno dei loro cortili di casa, ora rischia di scivolare inesorabilmente nell’orbita della concorrenza imperialistica; gli accordi fra Arabia Saudita e Cina con l’Iran sono lì a testimoniarlo.

Ma i tempi in cui all’inquilino della Casa Bianca bastava alzare la cornetta del telefono perché chi si trovava dall’altro capo del filo scattasse sull’attenti sono finiti già da un pezzo. Ed ecco, quindi, Biden fare i salti mortali agitando ora il bastone israeliano della distruzione a tappeto, ora la carota “due popoli, due stati” pur sapendo che con gli 800 mila coloni israeliani insediati in Cisgiordania la cosa è materialmente impossibile. Biden vorrebbe mantenere la botte piena e la moglie ubriaca. Il Presidente americano sa che gli interessi in Medio Oriente sono vitali per l’imperialismo americano, ma allo stesso tempo non può ignorare che il rischio di rimanervi fuori è tutt’altro che trascurabile; né che, trovandosi in piena campagna elettorale, buona parte dell’elettorato americano è contrario alla sua attuale politica estera perché la ritiene troppo sbilanciata a favore di Israele. Da qui, insieme, l’appoggio incondizionato a Israele e le lacrime di coccodrillo per il massacro dei palestinesi. Ma anche il rischio di un’ulteriore escalation militare dagli esiti tutt’altro che scontati.

Il capitalismo in questa fase storica può sopravvivere alla propria crisi soltanto al prezzo di scatenare permanentemente guerre. Quella di Gaza è solo un capitolo della guerra imperialistica permanente, che da molti anni ha trasformato il mondo in un grande poligono di tiro. E’ lo scontro imperialistico si fa sempre più feroce laddove si concentrano gli interessi vitali dei predoni imperialistici. Gaza rappresenta uno di questi punti, un fazzoletto di terra ove si concentrano molti degli interessi dei due maggiori poli imperialistici. Non sarà difficile immaginare che le potenze imperialistiche globali e i diversi attori regionali faranno di tutto per difendere i propri interessi, anche al costo della morte di migliaia di esseri umani e la distruzione completa di un’area come la striscia di Gaza. Altresì è sicuro che a pagare il conto più salato saranno – domani più di ieri e di oggi – come sempre, le popolazioni civili inermi massacrate dalle bombe, dalla fame, dalla sete e da ogni sorta di angheria.

 

[1] https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2023/12/18/ministero-sanita-hamas-numero-morti-a-gaza-sale-a-19.453_7615f3d1-b182-4096-94fb-d8fc4b68838a.html

[2] https://www.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/nazioni/2023/12/12/oms-a-gaza-rimangono-11-ospedali-parzialmente-funzionanti-su-36_4619577e-77d9-484f-9298-97c01ddac807.html

[3] https://www.open.online/2023/12/18/gaza-azienda-israele-vende-case-palestinesi/

[4] https://www.vanityfair.it/article/onu-striscia-di-gaza-inferno-in-terra-si-muore-di-fame

[5] https://unric.org/it/gli-stati-uniti-mettono-il-veto-alla-risoluzione-su-gaza-che-chiedeva-un-immediato-cessate-il-fuoco-umanitario/

[6] https://www.istitutoonoratodamen.it/joomla34/index.php/internazionale/58-asia/601-la-guerra-imperialista-permanente-ormai-non-ha-piu-confini

[7] https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/lesercito-di-israele-avra-il-supporto-dalla-portaerei-piu-potente-degli-stati-uniti/#

[8] G. Paolucci - Sull’ultimo vertice dei Bric