La guerra imperialista non si ferma più, ora si riaccende anche nel già martoriato Medio Oriente

Categoria: Asia
Creato: 14 Ottobre 2023 Ultima modifica: 15 Ottobre 2023
Scritto da Giorgio Paolucci Visite: 319

gazaI media della borghesia con il loro codazzo di maître a penser lautamente retribuiti e comodamente sdraiati sui salotti televisivi, di fronte agli ultimi approdi del conflitto israelo/palestinese, appuntano la loro attenzione sul conteggio dei morti da una parte e dall’altra e a quale di esse assegnare la medaglia della maggiore efferatezza occultando spudoratamente che anche quest’ultimo scempio ai danni della popolazione civile palestinese e israeliana, è solo uno dei tanti round di quella guerra imperialista permanente che ormai imperversa su scala planetaria.

Con il piglio dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria, discettano di “diritto umanitario”, di “diritto internazionale” e simili amenità e dimenticano, o fanno finta di dimenticare, l’unico dato veramente dirimente e cioè che Gaza marine galleggia su uno dei più ricchi giacimenti di gas del mondo e che ovunque ci sia anche una sola traccia di gas o di qualche altra materia prima strategica infuria la guerra imperialista con tutto il suo carico di distruzione, morte e barbarie.

La striscia di Gaza non fa eccezione.

Nel mondo del capitale, qual è l’attuale, non c’è vita di bambino, di donna, di uomo, di essere vivente che valga quanto anche la più piccola frazione dell’unico dio sopravvissuto allo sviluppo capitalistico e universalmente riconosciuto: il denaro.

Oggi dire gas, petrolio, litio ecc. significa automaticamente dire: profitto ossia denaro.

Basta che l’asticella del prezzo del gas o di qualunque altra materia prima d’importanza strategica salga o scenda di qualche punto percentuale e un fiume di denaro, nella fattispecie di dollari, si sposta da una parte all’altra del mondo e da una frazione all’altra della borghesia internazionale a seconda della sua collocazione nell’ambito dei diversi fronti dell’imperialismo in lotta fra di loro.[1]

Se si muore nei kibbuz israeliani e ancor più in quell’autentica tonnara per esseri umani che è oggi la striscia di Gaza è solo perché così comanda sua “santità” il denaro.

Altro che liberazione del popolo palestinese, di rispetto dei diritti umani, di difesa senza se e senza ma della democrazia e dei "sacri valori dell’occidente". Tutto questo è solo l’involucro ideologico che serve ad occultare che ormai non può esserci capitalismo senza guerra, fino all’ultimo essere vivente su questo pianeta.

Oggi, come mai prima d’ora, l’alternativa è una sola: Socialismo o Barbarie!

 

[1]Per una migliore comprensione di questi ultimi accadimenti, consigliamo la lettura dell’articolo: La guerra imperialista permanente infuria in ogni angolo del mondo e si configura ormai come una vera e propria guerra mondiale (http://www.istitutoonoratodamen.it/joomla34/index.php/internazionale/58-asia/335-guerrapermanente). Scritto nel 2014, poco dopo la scoperta dei giacimenti di gas a Gaza Marine, vi si coglieva come inevitabile la definitiva trasformazione di questa già martoriata terra in quell’autentico inferno che è oggi la striscia di Gaza