La CCI allo IOD

Creato: 29 Febbraio 2020 Ultima modifica: 29 Febbraio 2020
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                                                                                        23 gennaio 2020

Cari compagni,

con questo breve messaggio vogliamo partecipare con voi a rendere un doveroso omaggio al compagno Gianfranco, che ci ha lasciato all’alba del 14 novembre scorso dopo un travagliato periodo di sofferenze. Noi conserviamo solo un vago ricordo della figura fisica di Gianfranco, non ne ricordiamo il timbro della voce, forse perché nelle poche riunioni comuni cui ha partecipato a Napoli non è neanche intervenuto spesso. Ma nonostante questo non riusciamo a pensare a lui come a un estraneo, come qualcuno per il quale ostentare solo un interesse di circostanza, e questo per dei motivi che vogliamo qui di seguito sviluppare.

La prima cosa da dire è che Gianfranco è stato un militante internazionalista, un rivoluzionario, un compagno della sinistra comunista, vale a dire che Gianfranco, al di là del fatto che militasse in una organizzazione oggi diversa da quella di noi altri, combatteva la nostra stessa battaglia, aspirava allo stesso futuro. Questo è qualcosa che unisce molto più delle differenze di analisi o di programma che possono esistere tra lo IOD e la CCI o con altre formazioni dello stesso campo rivoluzionario. I rivoluzionari sono un patrimonio incredibilmente prezioso per la classe operaia e occorre che i singoli militanti, senza farsi prendere da stupide vanaglorie, assumano fino in fondo la consapevolezza della responsabilità che questo comporta. Riuscire a diventare un militante rivoluzionario, partecipare a portare avanti quell’opera magnifica di schiudere finalmente all’umanità l’alba di una società liberata da ogni rapporto di sfruttamento di una classe sull’altra, è il più grande privilegio che un uomo possa vivere. E noi avvertiamo, dalla descrizione che ce ne hanno fatto i compagni dello IOD, che Gianfranco era pienamente consapevole della responsabilità che la sua militanza comportava, onorandola fino alla fine dei suoi giorni. Il fatto che l’ultimo numero della rivista DMD’ contenga un articolo di Gianfranco mostra come il compagno sia stato attivo fino alla fine, senza perdere mai la fiducia nel futuro della classe operaia e senza mai pensare di “passare la mano” ad altri. I rivoluzionari non vanno in pensione, e anche Gianfranco, come altri nobili predecessori, non è mai andato in pensione ma è morto da rivoluzionario.

In un periodo difficile come quello che attraversiamo l’esempio di una vita intera spesa per la causa rivoluzionaria, per la classe operaia, è un elemento importante da mostrare alle nuove generazioni di giovani potenziali militanti che si affacciano alle posizioni della sinistra comunista. Non dobbiamo trascurare questi elementi di trasmissione del patrimonio non solo programmatico ma anche di valori etici, comportamentali, di concezione del senso della militanza e della stessa organizzazione, che sono così difficili da acquisire ma che sono così fondamentali nella vita politica di un’organizzazione rivoluzionaria. Per tutto questo noi consideriamo la perdita di Gianfranco non solo come una perdita dello IOD, ma anche nostra e di tutto il movimento operaio. Allo stesso modo noi prendiamo ispirazione dalla militanza di Gianfranco per continuare la nostra lotta con ancora più determinazione e coraggio.

Cari compagni, un grande abbraccio e un fraterno saluto a tutti voi dai vostri compagni della CCI.

Onore al compagno Gianfranco

Corrente Comunista Internazionale