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Falsi amici - Replica all'anticritica

Creato: 08 Ottobre 2013 Ultima modifica: 03 Ottobre 2016
Scritto da Giorgio Paolucci Visite: 1569

Catanzaro 23 Febbraio 2009


Celso,
Nel volantino si affermava che "il riscatto delle nostre condizioni di   vita e di lavoro passa per la lotta intransigente contro questo sistema,  lotta che richiede inevitabilmente forme e metodi incompatibili con la  pratica sindacale ( comitati di lotta e assemblee territoriali su tipo dei
movimenti No Tav/No Dal Molin)
". Ora, se sono questi gli organismi  indispensabili perché la lotta economica, la lotta  immediata, possa  andare oltre "la pratica sindacale", fino a pervenire  "al riscatto delle  nostre condizioni di vita" cioè al socialismo, è del tutto evidente che  siete tu e Damiano a pensare che si possa "pervenire a una coscienza  comunista, nel senso di rivoluzionaria, senza il partito". Ma leggiamo per  intero il passaggio in cui arrivi alla conclusione paradossale che invece  saremmo  noi a sostenere una tesi del genere. Forse è qui che  risiede la  ragione per cui tu ritieni che noi ( ma, stando al suo messaggio di ieri,  anche Fabio) abbiamo equivocato. Tu scrivi: "E poi, in un volantino non  possiamo dire agli operai di costruire dei gruppi di fabbrica  e di  territorio internazionalisti, altrimenti dovremmo ritenere che, in  questo  caso sì, i lavoratori possano pervenire a una coscienza comunista, nel  senso di rivoluzionaria, senza il partito. " Secondo te, dunque, i gruppi di fabbrica e/o territoriali non sono una  parte del partito. E se non sono una parte ( e che parte!) del partito  cosa sono? Organismi del tutto simili ai vari comitati di lotta e a tutti  gli organismi che quotidianamente nascono e muoiono quale espressione  della spontaneità della lotta di classe ai vari livelli? No Celso, qui sei  tu che equivochi, e anche alla grande! I gruppi di fabbrica  e/o  territoriali sono il partito nella classe anzi per essere più precisi, la  sua lunga mano, la sua presenza organizzata nel senso stesso della classe.  E sono stati concepiti e li riteniamo indispensabili, loro si,  proprio  perché non siamo spontaneisti, proprio perché non crediamo nella  possibilità che la classe possa spontaneamente pervenire a una "coscienza  comunista".  D'altra parte, se non dovessero essere organismi del partito  e dunque il partito stesso nel seno della classe, di grazia, a che cosa  servirebbero?

Leggendo questa  tua osservazione, mi sono tornate in mente le lunghissime  discussioni con i compagni della CCI nel corso delle prime due conferenze  internazionali. Anche loro, infatti,  non avendo compreso che i gruppi di  fabbrica sono uno dei momenti fondamentali del partito e non un nuovo  sindacato o qualcosa di simile, ci accusavano di praticare una forma di  sindacalismo camuffato. Ora tu per la stessa incomprensione del ruolo e  della funzione dei gruppi di fabbrica  e/o territoriali, ci accusi di  essere spontaneisti. Ecco, questa è un'altra  prova che, esattamente come  andiamo sostenendo noi catanzaresi da molto tempo a questa parte, nel  corso di tutti questi anni su questo punto non è stata fatta tutta la  necessaria chiarezza.  Tornando al volantino, certamente non tutti i volantini  debbono  necessariamente concludersi evidenziando la necessità della ricostruzione  dl partito rivoluzionario ecc. ecc. Ma se ciò è vero, a maggior ragione  vale il riferimento, sempre e comunque, alla presenza "indispensabile" di  comitati di lotta, movimenti ecc.; tanto più che a differenza dei gruppi  di fabbrica, questi organismi non nascono perché lo scriviamo noi nei  nostri volantini, ma sono (quando non degli intergruppi più o meno  camuffati) un prodotto di quelle situazioni contingenti che via via si  determinano. Sul fatto, poi, che movimenti come il  No dal Molin e No Tav  non  siano movimenti interclassisti, beh francamente non so cosa tu  intenda per "interclassismo". Ma se non è interclassista un movimento come  il No Dal Molin, che va dagli operai ( pochi in verità) ai  proprietari  della case vicine al Dal Molin, (che dall'allargamento di questo temono  una svalutazione dei loro immobili); dalla casalinga al dirigente  d'azienda; dai militanti della cosiddetta sinistra radicale fino al Pd e  anche a frange di Forza Italia e della Lega Nord, e che non fa alcun  riferimento alla lotta di classe anche intesa  come sola difesa delle  "condizioni di vita dei lavoratori", quali movimenti  lo sarebbero? Ad ogni buon conto, per evitare che la discussione si trasformi in uno  sterile ping pong tutto interno al Ce, sono del parere che essa vada  estesa e aperta a tutta i componenti  dell'Agm mettendo a loro disposizione la  critica del volantino di Damiano presentata, su sollecitazione di Loto, al  Ce  dalla sezione di Catanzaro, nonché  gli interventi che finora vi  hanno fatto seguito, ivi compreso quello di Fabio di ieri[1], in modo che  possa svilupparsi finalmente quel tanto auspicato processo di  chiarificazione di cui tutti avvertiamo la sempre più urgente necessità.
Ciao
p. la sezione di Catanzaro

 

Giorgio.



 

[1] Ecco di seguito, il breve testo di quell’intervento: “ Compagni, senza drammatizzare nel volantino di Damiano ci sono alcune incongruenze e sopratutto vengono meno alcune nostre indicazioni, quelle sulla necessità del partito e sugli organismi che il partito si deve sforzare di creare( gruppi di fabbrica, di territorio ecc).
Nell'ultima riunione sull'intervento abbiamo messo l'accento proprio su questi aspetti. Forse il lavoro politico di chiarificazione deve proseguire ancora sulla base dello studio dei nostri documenti e su incontri chiarificatori maggiormente mirati all'argomento.

 

saluti fabio.”  ( Milano 20 febbraio 2009)

 

 

 

 

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