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Note sul progetto della “Lega Giovanile della sinistra comunista”

Creato: 08 Ottobre 2013 Ultima modifica: 03 Ottobre 2016
Scritto da Mario Lupoli Visite: 1836
L'iniziativa di una Lega Giovanile della Sinistra Comunista è senz'altro un segnale di gran voglia di fare, di impegnarsi direttamente e farlo seriamente; è un'iniziativa che è però, evidentemente, molto confusa. Se non sapessimo da cosa e come nasce potremmo etichettarla come opportunistica e velleitaria: caratteristiche che effettivamente la contraddistinguono, anche se è doveroso riconoscere quanto l'ha prodotta e con quali intenzioni.
 

Data la frammentazione della Sinistra Comunista, divisa in mille e più gruppuscoli...” (Dall'Appello per una Lega Giovanile della Sinistra Comunista).

Si ritiene esistente una Sinistra Comunista frammentata in più organizzazioni, una condizione storicamente superata (non argomento oltre per l'evidenza della cosa e perché già riconosciuta ufficialmente dal partito). La dicitura “mille e più gruppuscoli” pone sullo stesso piano tutte le organizzazioni che in qualche modo si richiamano alla sinistra comunista, e degrada il partito al livello di gruppuscolo, alla stregua degli altri, senza nessun distinguo politico e programmatico.

... gli studenti internazionalisti spesso non riescono a comunicare e a svolgere un lavoro unitario sia a livello territoriale che nazionale...

Quali studenti internazionalisti? Non esistendo certo un settore di giovani e studenti che si riferiscono alle posizioni politiche internazionaliste è evidentemente una frase da una parte vuota, dall'altra proiezione immaginifica su vasta scala della propria condizione. Se ci si riferisce agli studenti che si rifanno alle varie organizzazioni che si autoproclamano della sinistra comunista è oltre che illusorio anche velleitario e opportunistico. Un lavoro unitario, territoriale e nazionale cosa sarebbe? Un intergruppi o una qualche modalità di collaborazione con gli opportunisti?

E' addirittura di più: “reputiamo necessaria la costituzione di una Lega giovanile della Sinistra Comunista”. Una lega è un'organizzazione indipendente, che “al momento” significherebbe “costruire una rete dei collettivi e di singoli internazionalisti” (tra l'altro quali collettivi internazionalisti ci sarebbero in giro?), che si propone di arrivare ad “un congresso che faccia da costituente” per “costruire in un futuro non troppo lontano una lega giovanile della Sinistra Comunista” con tanto di “giornale politico giovanile per tutta l'Italia”.

I contenuti dell'appello sono evidentemente ingenui e, al di là delle intenzioni, opportunistici. Non dando troppo peso a questi contenuti (anche se una loro critica non va del tutto archiviata perché non sarebbe utile per gli stessi ragazzi che l'hanno pensati), vediamo le possibili evoluzioni del progetto sulle basi ad ora poste:

  1. Un intergruppi “giovanile”. Prospettiva opportunistica e candidata al fallimento (che anzi non potrebbe affatto nascere) che il partito dovrebbe condannare e non certo sostenere.
  2. Un gruppo di discussione attorno al forum (ciò che c'è attualmente, del resto) ma allora andrebbe riformulato subito: non una lega ma appunto semplicemente un forum di giovani internazionalisti, sul quale i militanti del partito potrebbero considerare di intervenire per far conoscere le posizioni internazionaliste, puntando ad avvicinare qualche individuo.
  3. Un'organizzazione autonoma, giovanile, studentesca, in qualche misura orientata verso l'internazionalismo.

Si è sollevato il paragone coi GLP. Secondo me il paragone non è corretto per questioni di sostanza. Il GLP era un gruppo già esistente, che il partito conobbe e col quale avviò un lavoro politico.

A mio avviso la prospettiva del partito non poteva non essere puntare al reclutamento dei giovani conosciuti nel GLP, far maturare i suoi membri verso posizioni internazionaliste, spaccare eventualmente il GLP spostando verso il partito i membri che avevano acquisito le posizioni del partito stesso, o, nel caso di una completa adesione dei membri del GLP al partito, puntare alla liquidazione del GLP. Perché liquidazione? Perché credo che un organismo indipendente dal partito non deve essere ricercato e difeso.

Poteva il GLP diventare una sorta di struttura giovanile del partito? In qualche misura si: più precisamente credo che sia possibile progettare una struttura del genere, con caratteristiche tuttavia diverse da un'organizzazione indipendente, per quanto vicina al partito. Non credo infatti che sia necessaria affinché i giovani possano farsi le ossa e crescere.

Per questo motivo non credo opportuno intervenire per far maturare il progetto della Lega giovanile della SC nella direzione di un nuovo GLP. I giovani possono crescere nel partito, senza doversi creare altre cose. E' anzi un'opportunità non da poco. Ed è un'opportunità per il partito stesso, ovviamente. “Richiamare questi giovani organizzati nei nostri circoli, educarli alla propaganda indefessa del socialismo [...] ecco un compito del nostro movimento” (Bordiga, L'Avanguardia, 15/09/1912).

E' possibile però, a mio avviso, pensare a una struttura giovanile, una “palestra politica”, alla quale si possa aderire anche senza aderire al partito: per i giovani potrebbe essere un modo molto pratico per avviare un percorso politico verso il partito e la candidatura alla militanza. Questa struttura potrebbe avere senz'altro una certa autonomia nella struttura interna, specificità di compiti, appunto aprirsi anche a chi non è pronto o convinto a candidarsi alla militanza nel partito, ma di quest'ultimo dovrebbe essere esplicitamente una struttura.

Al contrario dei GLP la Lega giovanile della SC non è qualcosa di già esistente, è un progetto che non è che sulla carta. Questo cambia molto le cose secondo me.

Se non prendesse la forma di un intergruppi diverrebbe (ragionando in astratto perché potenzialità concrete non ne vedo) un'organizzazione altra, che di fatto si collocherebbe o in alternativa a BC o con un atteggiamento ecumenico che ne farebbe un fantasma eternamente candidato a diventare un intergruppi.

Credo che si potrebbe puntare a una prospettiva del genere:

-       Se funziona, il forum potrebbe esistere con un nome meno pretenzioso, senza riferimenti a una Lega o simili, ma divenire giusto un forum di discussione promosso da alcuni ragazzi che si richiamano all'internazionalismo e che hanno voglia di discutere e mettersi in contatto fra loro. I militanti del partito potrebbero intervenire sul forum e si sperimenta questa cosa.

-       La prospettiva di una costituente della Lega giovanile della sinistra comunista, è velleitaria e opportunistica. Secondo me va contrastata: restando alle cose concrete, va chiarito ai ragazzi che ne animano il progetto di cosa si tratta, e perché è un'assurdità. Né ha senso indirizzarla verso qualcosa tipo il GLP. Sarebbe fare un processo al contrario e varrebbe a dire “sosteniamo entità organizzative meno delineate del partito, così i ragazzi arriveranno più facilmente e poi cerchiamo di reclutarli”. Sarebbe davvero senza senso!

Diverso sarebbe se si creasse un contesto di giovani che vogliono conoscere l'internazionalismo e hanno voglia di mettersi alla prova, di cominciare a crescere politicamente. Senza doversi inventare etichette organizzative. E su basi locali, non dovendo diventare un'organizzazione ma una realtà concreta dove si studia, ci si confronta, si interviene politicamente nei contesti di vita e scolastici. Il contributo del partito può qui essere importante. Se poi dovesse diventare l'inizio di un discorso più complesso, che dovesse spingere il partito a interrogarsi su come ipotizzare una qualche struttura giovanile in grado di facilitare ai giovani l'avvicinamento all'internazionalismo e all'inizio di una militanza comunista, se ne discuterà.

Il fatto che l'ingenuità e la frettolosità con cui si è avviato questo progetto siano ovvie rende anche chiaro che non è il caso di appigliarsi in negativo a ogni parola scritta da questi giovani compagni, e che non sono da “frenare”, trattandoli con sufficienza. Al contrario. Considerando quest'iniziativa per quello che è la interpreto essenzialmente come il segnale di una grande voglia di fare e di crescere: ma anche di tanta confusione. Proprio per questo ritengo che sia doveroso assumere una posizione che sappia offrire una risposta positiva e costruttiva all'esigenza che tortuosamente è stata espressa.

Se dei giovani si organizzano a livello locale per muoversi da internazionalisti potremmo:

-       pianificare regolarmente degli incontri di studio

-       indirizzarli ad intervenire dove vivono e studiano con volantini ad hoc (ho visto dei volantini che hanno fatto ad Ostia, esprimono chiaramente la loro necessità di maturare politicamente: pensate invece che fattore di crescita sarebbe per loro una discussione coi militanti del partito sulle loro bozze di volantino, o di articolo)

-       potrebbero portare il giornale tra gli altri giovani, nei luoghi frequentati da loro ecc.

-       Si potrebbe utilizzare proprio il giornale per prevedere degli incontri con questi giovani sul suo contenuto

ecc.

 

Questo secondo me può essere uno schema da seguire. Chiaro che questi giovani potrebbero poi coordinarsi a un livello più generale. Da subito potrebbero sicuramente avviare relazioni oltre il locale.

Il partito potrebbe in questo senso affinare il proprio lavoro coi giovani.

 

Napoli,  Settembre 2005

Mario

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