Il Mercato del Merito: Il Calvario dei Precari della scuola nel mondo dominato dalla fabbrica della finanza

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Creato: 03 Maggio 2026 Ultima modifica: 03 Maggio 2026
Scritto da Alessandro Esotico Visite: 298

«Ché da le reni era tornato ’l volto
e in dietro venir li convenia
perché ’l veder dinanzi era lor tolto»
(Inferno, canto XX)

In Italia sono circa 250 mila i lavoratori precari legati al mondo della scuola: parliamo di quasi il 30% dell’intero corpus docenti nazionale¹. Una fetta consistente di lavoratori, costretta a non avere alcuna garanzia per il futuro e impossibilitata a realizzare un progetto di vita, anche a medio termine. Infatti, i precari lavorano solo attraverso il sistema delle supplenze, basato su graduatorie provinciali dalla validità biennale².
Un sistema che è stato puntellato chirurgicamente nel corso degli anni. Il mondo della scuola è una spia interessante della crisi capitalistica italiana. I numeri che seguono sono una fotografia dei meccanismi perversi attraverso cui lo Stato riesce ad estorcere valore, in maniera diretta ed indiretta, ad un numero cospicuo di lavoratori. Costretti in una morsa infernale, dal sapore dantesco, pur di riuscire a sbarcare il lunario.
Parlavamo del sistema delle supplenze. Ma come si accede a queste graduatorie? Il punteggio viene stabilito sommando due fattori: i titoli di servizio e i titoli culturali. E come le vie del Signore sono infinite, così lo sono anche i modi per ottenere questo punteggio. Negli ultimi decenni si è sviluppato un vero e proprio mercato, con un giro di affari di milioni di euro, che poggia sulle spalle dei lavoratori della scuola. Parliamo di enti di formazione, università pubbliche e private, scuole paritarie che si arricchiscono e proliferano. Cercheremo di farci un’idea sommaria del giro d’affari che prolifera rigoglioso divorando famelicamente – come il conte Ugolino – le vite dei malcapitati insegnanti.

Ma andiamo con ordine. Dicevamo che una delle voci legate al punteggio è quella dei titoli culturali: si tratta di lauree, master, certificati di informatica e di lingue straniere. Non disponiamo di dati aggregati completi al riguardo, ma alcuni numeri sono certi. Sappiamo che la sola università telematica Pegaso ha visto un incremento del proprio fatturato di 250 milioni di euro nell’anno 2024³. A questo dato possiamo aggiungerne altri: i certificati di lingua costano in media 300 euro, stessa cifra che si riscontra per quelli informatici. Per i master, invece, i prezzi oscillano tra i 500 e i 1.000 euro. Per farci un’idea generica di chi gestisce questo mercato, parliamo di almeno 8 enti certificatori di lingue straniere, 11 enti per le certificazioni informatiche, decine di università private e oltre 400 enti di formazione che possono vendere master riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione. Parliamo di un giro d’affari di centinaia di milioni di euro cui sono costretti tutti i precari, pena l’essere declassati in graduatoria, con il rischio concreto di non vedersi riconfermato l’incarico l’anno successivo e, quindi, di perdere il lavoro.
Ma andiamo avanti. L’altro troncone del punteggio è legato ai titoli di servizio. Se si è baciati dalla dea bendata e si riesce a ottenere un incarico annuale statale, il problema non si pone. In alternativa, bisogna passare dalle scuole paritarie. Ma anche qui occorre avere fortuna. Sono decine di migliaia i docenti che ogni anno lavorano in centinaia di queste scuole senza ricevere nemmeno un soldo bucato a fine mese, sotto il ricatto di essere l’unico canale autorizzato a rilasciare il punteggio per l'annualità di servizio. In pratica, molte paritarie guadagnano due volte: la prima vendendo de facto i diplomi dietro lauto compenso (solitamente sui 5.000 euro), la seconda non pagando l’intero corpo docente, tenuto in ostaggio dal ricatto del punteggio. Parliamo di una media di salari non erogati di circa 300 milioni di euro l’anno. Il titolo di servizio non diventa altro che una merce ottenuta regalando il proprio tempo, oppure pagando. Sì perché c’è un tariffario anche per l’annualità di servizio!
A tutto questo va aggiunto che, una volta ottenuto l’agognato incarico annuale, molti docenti sono costretti all’aut-aut tra un pendolarismo interregionale ai limiti delle capacità fisiche oppure trasferimenti a centinaia di chilometri di distanza, vivendo spesso in stanze subaffittate a prezzi spropositati, con una conseguente erosione salariale. Ricordiamoci che, nel migliore dei casi, parliamo di stipendi che oscillano tra i 1.400 e i 1.500 euro mensili. Tutto questo risponde a una precisa strategia di bilancio. Lo Stato agisce come regista consapevole: mantenendo un bacino strutturale di oltre 200.000 precari, l'amministrazione risparmia miliardi di euro in scatti di anzianità, ricostruzioni di carriera e scivoli pensionistici che un corpo docente interamente stabilizzato richiederebbe. Il precariato è dunque l'ammortizzatore sociale che permette allo Stato di comprimere la spesa pubblica, delegando al contempo il profitto della formazione ai privati.
Ma lo "Squid Game" non si esaurisce qui, perché a complicare ulteriormente le cose ci ha pensato l’attuale governo con il suo Ministero del Merito, introducendo i percorsi abilitanti. Si tratta di corsi erogati da università pubbliche e private atti a garantire l’accesso ai futuri concorsi e l’iscrizione in prima fascia nelle graduatorie per le supplenze. In pratica, tutti i docenti precari, anche se lavorano da anni come supplenti, sono costretti a spendere tra i 2.000 e i 2.500 euro, pena l’esclusione da qualsiasi possibilità di stabilizzazione futura. Parliamo di una mole di affari di circa 500 milioni di euro annui che le università pubbliche e private si spartiscono. E se non si ha la possibilità di pagare tutto in un’unica soluzione, non c’è problema: molte università telematiche propongono la possibilità di accedere a un finanziamento con alcuni istituti di credito, pagando, ovviamente, anche gli interessi annessi. Si arriva così al paradosso dell'indebitamento. La trasformazione del docente in 'debitore' chiude questo tragico cerchio. Molti lavoratori sono costretti a sottoscrivere prestiti personali per finanziare l'acquisto dei CFU necessari, trovandosi nella condizione kafkiana di dover lavorare per rimborsare gli interessi sul debito contratto per poter, legalmente, lavorare.
E dulcis in fundo, non dobbiamo dimenticare il cambio della normativa legata ai concorsi pubblici della scuola, già applicata con i concorsi finanziati dai fondi europei degli ultimi tre anni. Infatti, se prima gli aspiranti al ruolo, una volta superate le prove, maturavano il diritto all’assunzione entrando in graduatorie di merito, oggi non è più così. Gli unici a maturare questo diritto saranno coloro che, a fine procedura, risulteranno tra i primi in base al numero esatto di cattedre a disposizione.
A tutti gli altri non resterà che una nota di merito e qualche punto da inserire in quella infinita raccolta di figurine che informa il mondo dei precari. Costretti a una vita sospesa e impossibilitati a guardare in avanti, proprio come la pena degli indovini di cui ci parla Dante nella sua Commedia.

[1] https://www.uilscuolacatania.it/site/la-mappa-della-precarieta-a-scuola-il-dossier-uil-scuola-rua/

[2] https://www.mim.gov.it/graduatorie-provinciali-di-supplenza

[3] https://andreagiacobino.com/2025/02/06/tutto-il-piano-di-multiversity/

[4] https://www.tecnicadellascuola.it/certificazioni-comprate-senza-esami-per-avanzare-in-gps-il-mercificio-dei-titoli-per-diventare-docenti-linchiesta-di-fanpage

[5] https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/18/diplomifici-sequestro-bologna-forma-mentis-notizie/8130970/

[6] https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/03/30/mi-hanno-offerto-punti-in-graduatoria-in-cambio-del-lavoro-lo-stipendio-zero-le-storie-di-chi-insegna-nelle-scuole-paritarie/7496065/

[7] https://anief.org/normativa/giurisprudenza/55019-scuola-servizio-svolto-nelle-paritarie,-300-mila-docenti-attendono-speranzosi-la-sentenza-della-corte-di-giustizia-europea-anief-non-molla-quei-giorni-di-lavoro-vanno-riconosciuti-in-toto-per-carriera-e-stipendi

[8] https://www.open.online/2025/08/19/docenti-precari-fuorisede-biglietti-esauriti-costi-alti-come-fanno-interviste/

[9] https://www.flcgil.it/scuola/precari/scuola-corsi-abilitanti-docenti-pubblicato-gazzetta-ufficiale-dpcm.flc