Manifesto della sinistra comunista ai proletari d'Europa

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Creato: 23 Aprile 2015 Ultima modifica: 03 Ottobre 2016
Scritto da Istituto Onorato Damen Visite: 997
 

Bulletin International de Discussion, giugno 1944

 

Ormai da quasi cinque anni la guerra imperialista infuria in Europa con il suo strascico di miseria, massacri, devastazioni. Sui fronti russo, francese, italiano, decine di milioni di operai e contadini si stanno sgozzando per gli esclusivi interessi di un capitalismo sordido e sanguinario che obbedisce solo alle sue leggi: profitto e accumulazione. Nel corso di cinque anni di guerra, l'ultima, quella della liberazione di tutti i popoli - come vi è stato detto - molti programmi ingannevoli e parecchie illusioni sono scomparsi, facendo cadere la maschera dietro la quale si celava l'odioso volto del capitalismo internazionale.

 

In ogni paese siete stati mobilitati dietro differenti ideologie, ma con lo stesso scopo, con lo stesso risultato: gettarvi nella carneficina, gli uni contro gli altri, fratelli contro fratelli di miseria, operai contro operai.

 

Il fascismo, il nazional-socialismo, rivendicando lo spazio vitale per le loro masse sfruttate, non fanno altro che nascondere la loro feroce volontà di strapparsi dalla profonda crisi che li mina alla base.

 

Il blocco degli anglo-russo-americani vorrebbe, sembra, liberarvi dal fascismo per rendervi le vostre libertà, i vostri diritti. Ma queste promesse non sono che l'esca. per farvi partecipare alla guerra per eliminare, dopo averlo partorito, il grande concorrente imperialista, il fascismo, ormai abbattuto quale modo di dominio e di vita del capitalismo.

 

La Carta Atlantica, il progetto della nuova Europa, non sono altro che veli dietro i quali si cela il vero significato del conflitto: guerra di brigantaggio, con il suo sinistro seguito di distruzioni e massacri dei quali la classe operaia subisce tutte le terribili conseguenze.

 

Proletari, vi si dice, vi si vorrebbe far credere che questa guerra non è come tutte le altre. Vi ingannano. Finché vi saranno sfruttatori e sfruttati il capitalismo è guerra, la guerra è capitalismo.

 

La rivoluzione in Russia del 1917 fu una rivoluzione proletaria. Essa fu la prova evidente della capacità politica del proletariato di ergersi a classe dominante e di indirizzarsi verso l'organizzazione della società comunista. Essa fu la risposta delle masse lavoratrici alla guerra imperialista del 1914-18.

 

Ma i dirigenti dello Stato russo hanno, poi, abbandonato i principi di questa rivoluzione, hanno trasformato i vostri partiti comunisti in partiti nazionalisti, dissolto l'Internazionale comunista, aiutato il capitalismo internazionale a gettarvi nella carneficina. Se, in Russia, si fosse restati fedeli al programma della Rivoluzione e dell'internazionalismo, se si fossero costantemente chiamate le masse proletarie ad unificare le loro lotte contro il capitalismo, se non si fosse aderito alla mascherata: la Società delle Nazioni, per l'imperialismo sarebbe stato impossibile scatenare la guerra. Partecipando alla guerra imperialista in accordo ad un gruppo di potenze capitaliste, lo Stato russo ha tradito gli operai russi ed il proletariato internazionale.

 

Proletari di Germania, la vostra borghesia conta su di voi, sulla vostra sottomissione, sulla vostra forza produttiva, per assumere il ruolo imperialista di dominio del bacino industriale e agrario di Europa. Dopo aver fatto della Germania una caserma, dopo avervi fatto lavorare quattro anni a ritmi forsennati per preparare le macchine da guerra, siete stati gettati in tutti i paesi d'Europa per portare ovunque, come in ogni conflitto imperialista, rovina e disfacimento.

 

Il piano del vostro imperialismo è stato mandato a vuoto dalle leggi di sviluppo del capitalismo internazionale che, dopo il 1900, ha esaurito ogni possibilità di espansione della forma imperialistica di dominio e, ancor di più, di ogni espressione nazionalista.

 

La crisi profonda che mina il mondo e in particolare l'Europa è la crisi mortale, insolubile della società capitalista. Solo il proletariato, attraverso la sua rivoluzione comunista, potrà eliminare le cause di angoscia, di miseria delle masse lavoratrici, degli operai.

 

Operai e soldati, la sorte della vostra borghesia è ormai segnata sul terreno degli antagonismi imperialisti. Ma il capitalismo internazionale non può fermare la guerra, perché è in essa la sua unica possibilità di sopravvivenza. Le vostre tradizioni rivoluzionarie sono profondamente radicate nelle lotte di classe del passato. Nel 1918, con i vostri capi proletari Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg, nel 1923, malgrado l'opportunismo avanzasse già nell'I.C., voi avete impresso nella Storia la vostra volontà e la vostra potenza rivoluzionaria.

 

Il nazional-socialismo di Hitler e l'opportunismo della III Internazionale vi hanno fatto credere che la vostra sorte fosse legata alla lotta contro il trattato di Versailles. Questa falsa lotta non poteva che agganciarvi al programma del vostro capitalismo, il quale si tradusse in uno spirito revanscista e nella preparazione dell'attuale guerra. I vostri interessi di proletari sono unicamente legati agli interessi di tutti gli sfruttati d'Europa e del Mondo intero. Voi occupate una posizione di prim'ordine per imporre la fine della mostruosa carneficina. Seguendo l'esempio del proletariato italiano dovete ingaggiare la lotta contro la produzione bellica, dovete rifiutarvi di combattere contro i vostri fratelli operai. La vostra rivolta deve essere una manifestazione della lotta di classe. Deve sboccare in scioperi e agitazioni di massa. Come nel 1918, il destino della rivoluzione proletaria dipende dalla vostra capacità di spezzare le catene che vi avvincono al mostruosa macchina dell'imperialismo tedesco.

 

Operai, lavoratori in Germania, siate stati deportati per farvi costruire ordigni di distruzione. Per ogni operaio che giunge, è un operaio tedesco che parte per il fronte.

 

Qualunque sia la vostra nazionalità, voi siete degli sfruttati. Il solo vostro nemico è il capitalismo tedesco e internazionale, vostri compagni sono gli operai tedeschi e del mondo intero. Portate con voi le tradizioni e le esperienze delle lotte di classe del vostro paese e del monto intero. Voi non siete degli «stranieri». Le vostre rivendicazioni, i vostri interessi, sono identici a quelli dei vostri compagni tedeschi. Partecipando alla lotta di classe nelle officine, nei luoghi di lavoro, contribuirete efficacemente a spezzare il corso della guerra imperialista.

 

Operai francesi, durante gli scioperi del 1936, tutti i partiti hanno brigato per trasformare le vostre giuste e legittime rivendicazioni di classe in una manifestazione di adesione alla guerra che si preparava. «L'era della prosperità» che i demagoghi del Fronte Popolare vi presentavano come in pieno dispiegamento, in realtà era solo la crisi profonda del capitalismo francese.

 

I vostri effimeri miglioramenti nelle condizioni di vita e di lavoro non erano la conseguenza di una ripresa economica, ma erano dettati dalla necessità di mettere in moto l'industria di guerra.

 

L'invasione della Francia è stata sfruttata da tutti i responsabili del conflitto, di destra e di sinistra, per instillare nel vostro animo una volontà di rivincita e di odio contro i proletari tedeschi e italiani che, come voi, non hanno alcuna responsabilità nello scoppio della guerra e, come voi, subiscono le terribili conseguenze di un macello voluto e preparato da tutti gli Stati capitalisti.

 

Il governo Pétain-Laval vi parla della Rivoluzione Nazionale. È il più volgare imbroglio. Il metodo più reazionario per farvi subire senza esitare il peso della disfatta militare a esclusivo vantaggio del capitalismo.

 

Il Comitato d'Algeri vi fa baluginare il ritorno all'abbondanza, alla prosperità d'anteguerra. Qualunque, sia il colore o la forma del governo di domani, le masse lavoratrici di Francia e degli altri paesi d'Europa dovranno pagare un pesante tributo di guerra agli imperialisti anglo-russo americani, oltre alle rovine e alle distruzioni causate dagli eserciti in lotta.

 

Proletari francesi, troppi di voi tendono a credere, a sperare in un benessere portato dalle armate, siano esse inglesi, americane o russe.

 

Gli intrighi ed i contrasti che già si manifestano in seno a questa «trinità» di ladroni riguardo alle future ripartizioni, fanno presagire che le condizioni che verranno imposte ai proletari saranno dure se voi non imboccate la via della lotta di classe.

 

Troppi di voi sono divenuti ausiliari del capitalismo, partecipando alla guerra partigiana, espressione del più smaccato nazionalismo. Vostri nemici non sono né il soldato tedesco, né il soldato inglese o americano, ma il loro capitalismo che li spinge alla guerra, alla strage, alla morte. Il vostro nemico è il vostro capitalismo, sia esso rappresentato da Laval o da De Gaulle. La vostra libertà non dipende né dal destino, né dalle tradizioni della vostra classe dominante, ma dalla vostra indipendenza in quanto classe proletaria.

 

Voi siete i figli della Comune di Parigi e solo ispirandovi ad essa a ai suoi principi potrete riuscire a spezzare i lacci di una schiavitù che vi incatena al sorpassato sistema di dominio capitalistico: le tavole del 1789 e le leggi della Rivoluzione borghese.

 

Proletari di Russia, nel 1917, con il vostro partito bolscevico e con Lenin, voi avete rovesciato il regime capitalista per instaurare la prima Repubblica dei Soviet. Il vostro magnifico gesto di classe ha aperto il periodo storico della lotta decisiva fra le due società antagoniste: la vecchia, borghese, destinata a scomparire sotto il peso delle sue contraddizioni; la nuova, il proletariato che si innalza a classe dominante per dirigersi verso la società senza classi, il comunismo.

 

Anche in quell'epoca la guerra imperialista colpiva in pieno. Milioni di operai cadevano sui campi di battaglia del capitalismo. Sull'esempio della vostra lotta risolutiva, sorgeva in seno alle masse operaie la volontà di farla finita con l'inutile massacro. Spezzando il corso della guerra, la vostra rivoluzione divenne il programma, la bandiera di lotta degli sfruttati del mondo. Il capitalismo, roso dalla crisi economica aggravata dalla guerra, tremò di fronte al movimento proletario che cresceva in tutta Europa.

 

Accerchiati dalle armate bianche e da quelle del capitalismo internazionale che volevano prendervi per fame, siete riusciti a liberarvi dalla stretta controrivoluzionaria; grazie all'eroico apporto del proletariato europeo e internazionale, che scendeva sul terreno della lotta di classe, impedendo alla borghesia coalizzata di intervenire contro la rivoluzione proletaria.

 

La lezione fu decisiva. Da allora la lotta di classe si svilupperà sul terreno internazionale, il proletariato formerà i suoi P.C. e la sua internazionale sul programma riaffermato dalla vostra Rivoluzione Comunista. La borghesia si orienterà alla repressione del movimento operaio e alla corruzione della vostra rivoluzione e del vostro potere.

 

La guerra imperialista attuale vi trova non col proletariato ma contro di esso. Vostri alleati non sono più gli operai, ma la borghesia. Non difendete più la costituzione sovietica del 1917, ma la patria socialista. Non avete più compagni come Lenin e gli altri a lui vicini, ma marescialli stivalati e decorati come in tutti i paesi capitalisti, simbolo di un militarismo sanguinario, carnefice del proletariato.

 

Vi dicono che da voi non vi sia capitalismo, ma il vostro sfruttamento e simile a quello di tutti i proletari, e la vostra forza lavoro scompare nella voragine bellica e nelle casse del capitalismo internazionale. La vostra libertà è quella di farvi ammazzare per aiutare l'imperialismo a sopravvivere. Il vostro partito di classe è scomparso, i vostri soviet sono stati cancellati, i vostri sindacati sono caserme, i vostri legami con il proletariato internazionale sono stati recisi.

 

Compagni ed operai in Russia, da voi, come dappertutto il capitalismo ha seminato rovina e miseria. Le masse proletarie d'Europa, come voi nel 1917, aspettano il momento favorevole per insorgere contro le terrificanti condizioni di vita imposte dalla guerra. Come voi, si dirigono contro tutti i responsabili di questo terribile massacro, siano essi fascisti, democratici o russi. Come voi, essi cercheranno di abbattere quel sanguinario regime d'oppressione che è il capitalismo. La loro bandiera sarà la vostra bandiera del 1917. Il loro programma sarà il vostro programma, che i vostri dirigenti attuali vi hanno strappato: la Rivoluzione Comunista. Il vostro Stato è coalizzato con le forze della controrivoluzione capitalista. Voi sarete solidali, fraternizzerete con i vostri compagni di lotta, i vostri fratelli; lotterete al loro fianco per ristabilire in Russia e negli altri paesi le condizioni per la vittoria della Rivoluzione Comunista Mondiale.

 

Soldati inglesi ed americani, il vostro imperialismo non fa che sviluppare il suo piano di colonizzazione e schiavitù di tutti i popoli per cercare di salvarsi dalla profonda crisi che avviluppa tutta la società. Già prima della guerra, malgrado il dominio coloniale e l'arricchimento della vostra borghesia, avete subito disoccupazione e miseria, i disoccupati erano milioni.

 

Contro scioperi per legittime rivendicazioni, la vostra borghesia non ha esitato ad impiegare il più barbaro mezzo di repressione: i gas. Gli operai di Germania, Francia, Italia e Spagna hanno dei conti da regolare con le rispettive borghesie, responsabili allo stesso titolo della vostra dell'immondo massacro. Vi vorranno far svolgere il ruolo di gendarmi, scagliarvi contro le masse proletarie in rivolta. Rifiutatevi di sparare, fraternizzate con i soldati e i lavoratori d'Europa. Queste lotte sono le vostre lotte di classe.

 

Proletari d'Europa, voi siete circondati da un mondo di nemici. Tutti i partiti, tutti i programmi sono sprofondati nella guerra; tutti gioiscono delle vostre sofferenze, tutti uniti per salvare dal crollo la società capitalista.

 

Tutta la cricca di canaglie al servizio dell'alta finanza, da Hitler a Churchill, da Laval a Pétain, da Stalin a Roosevelt, da Mussolini a Bonomi, si pone sul terreno della collaborazione con lo Stato borghese per predicarvi ordine, lavoro, disciplina, patria il che si traduce nella perpetuazione della vostra schiavitù.

 

Malgrado il tradimento dei dirigenti dello Stato russo, gli schemi, le tesi, le previsioni di Marx e di Lenin trovano nell'alto tradimento della situazione attuale la loro strepitosa conferma. Mai la divisione di classe tra sfruttati e sfruttatori è stata così netta é così profonda. Mai la necessità di farla finita con un regime di miseria e di sangue è stata tanto perentoria. Dopo le stragi sui fronti, dopo i massacri dei bombardamenti aerei, dopo cinque anni di restrizioni, la fame fa la sua comparsa. La guerra impazza su tutto il continente, il capitalismo non sa, non può porre fine a questa guerra.

 

Non è aiutando l'uno o l'altro gruppo delle due forme di dominio capitalistico che voi abbrevierete il conflitto. Questa volta è il proletariato italiano ad indicarvi la via della lotta, della rivolta contro la guerra. Come fece Lenin nel 1917, non esiste altra alternativa, altra via da seguire se non la trasformazione della guerra imperialistica in guerra civile. Finché esisterà il regime capitalista per il proletariato non ci sarà né pane, né pace, né libertà.

 

Proletari comunisti, ci sono molti partiti, troppi partiti. Ma tutti, fino ai gruppetti del trotzkismo, sono sprofondati nella controrivoluzione. Manca un solo partito: il partito politico di classe del proletariato.

 

Sola la Sinistra Comunista è restata con il proletariato, fedele al programma del marxismo, alla Rivoluzione comunista. È solamente su questo programma che sarà possibile ridare al proletariato le sue organizzazioni, le sue armi adatte a condurlo alla lotta, alla vittoria. Queste armi sono il nuovo partito Comunista e la nuova Internazionale.

 

Contro ogni opportunismo, contro ogni compromesso sul terreno della lotta di classe, la Frazione vi chiama ad unire i vostri sforzi per aiutare il proletariato a liberarsi dalla morsa del capitalismo. Contro le forze coalizzate del capitalismo deve levarsi la forza invincibile della classe operaia.

 

Operai e soldati di tutti i paesi!

 

Solo a voi è fermare il terribile massacro senza precedenti nella storia.

 

Operai, bloccate in ogni paese la produzione destinata ad uccidere i vostri fratelli, le vostre donne, i vostri figli.

 

Soldati, cessate il fuoco, abbassate le armi! Fraternizzate al di sopra delle artificiali frontiere del capitalismo.

 

Unitevi nel fronte internazionale di classe.

 

Viva la fraternizzazione di tutti gli sfruttati! Abbasso la guerra imperialista! Viva la Rivoluzione Comunista Mondiale!