"“Il capitalismo non muore per esaurimento o perchè ha portato a compimento il suo compito storico di classe, può continuare a vivere, come infatti vive, anche se non ha più nulla da dire sotto il profilo economico e di sviluppo sociale e culturale.” Onorato Damen
Crisi economica e nuovi equilibri imperialistici.Abstract: Fino a non molto tempo fa sarebbe bastata la notizia della morte di un despota come il colonnello Gheddafi per scatenare l`euforia sui mercati borsistici mondiali. Si sarebbe detto che dopo la scomparsa dalla scena politica di uno dei principali attori dell`impero del male non sarebbero tardati a farsi sentire gli effetti benefici per l`intera umanità. Nessuno avrebbe messo in dubbio che all`indomani di una simile notizia il prezzo del petrolio sarebbe calato e che la produzione e il commercio mondiale ne avrebbero tratto benefiche conseguenze. Ma i tempi sono cambiati e la notizia dell`uccisione del colonnello libico è stata accolta dai cosiddetti mercati nella più assoluta indifferenza. E` bene subito evidenziare che il cambiamento dei tempi è il frutto di un quadro economico mondiale che marcia inesorabilmente in direzione di una nuova e pesante fase recessiva.
Primavera araba ... autunno islamico?Abstract: Appare sempre più evidente - a voler interpretare le dinamiche in atto nei paesi che sono stati teatro del cosiddetto risveglio arabo - come gli esiti o quantomeno le speranze che pervadevano i vari movimenti nordafricani si stiano progressivamente accartocciando per lasciare il posto - in un vero e proprio processo di restaurazione - ad un islamismo più o meno integralista che va a colmare il vuoto lasciato dalle autarchie o dalle dittature deposte.
Il crepuscolo dell`articolo 18 e il velleitarismo della FiomAbstract: In questo scorcio del 2011, tra manovre economiche e attacchi speculativi, spiccano due sentenze, non ancora definitive, sulla disputa legale aperta dalla FIOM, sia riguardo la vicenda dei tre operai di Melfi, accusati dalla SATA-FIAT di aver sabotato durante uno sciopero la produzione di linea, prima licenziati e poi riammessi tramite sentenza del giudice di Melfi; sia riguardo la spinosa questione Fabbrica Italia, per cui il giudice di Torino ha ritenuto legittimi gli accordi stipulati a Pomigliano tra la Fiat e tutti i sindacati esclusa la FIOM. Ma questi contenziosi partono da lontano e hanno come sfondo la riscrittura dei rapporti tra capitale e lavoro, sia all`interno delle fabbriche italiane che nel settore del pubblico impiego, attraverso la modifica legislativa che li regolamenta, legandoli sempre più alla produttività e allo sfruttamento della forza lavoro.
Il capitalismo è in crisi. La sua alternativa, il socialismo, incute timore.Abstract: Siamo in presenza di un vero e proprio paradosso della storia per cui proprio quando il modo di produzione capitalistico mostra tutti i suoi limiti e conferma, con l`erompere delle sue contraddizioni, la sua transitorietà, il socialismo è parola vuota di significato. A questo radicale svuotamento di senso della parola socialismo ha sicuramente contribuito la controrivoluzione stalinista. Lo stalinismo, prima è riuscito a spacciare per socialismo una delle forme più feroci di dittatura del capitale e poi, con il suo crollo, ne ha sancito anche il fallimento. Il socialismo, in quanto fase di transizione dalla società capitalista a quella comunista non è soltanto quella formazione sociale in cui è possibile la soddisfazione dei bisogni della collettività senza lo sfruttamento dei lavoratori; ma, nella misura in cui rende possibile ciò, pone anche le basi materiali perché possa compiersi la più grande rivoluzione della storia… Restituire, in quanto possibilità concreta non scaturente dal pensiero che pensa se stesso, un senso alla parola socialismo, è oggi possibile, a condizione che si proceda a una rivisitazione critica di tutta la precedente elaborazione sulla cosiddetta fase di transizione sviluppata dal marxismo rivoluzionario e in particolare da Marx nel suo Critica al programma di Gotha e da Lenin in Stato e rivoluzione.
Decadenza del capitalismo e attualità della proposta comunistaAbstract: Alla luce dei profondi cambiamenti economici e sociali che il capitalismo ha prodotto nel Novecento, partendo da quanto ha scritto Marx, pensiamo sia necessario ripensare il significato della Transizione in epoca attuale. Ne siamo ancor più convinti considerando quello che ci propongono su tale questione tutte le attuali organizzazioni politiche della sinistra comunista, attestate sostanzialmente alla pedissequa riproposizione delle formulazioni ereditate dall`Ottocento e dalla Terza internazionale. Avviamo una riflessione che possa almeno delineare in termini generali i contenuti della trasformazione socialista nella moderna e articolata società capitalistica, tanto diversa da quella ottocentesca quando è stata formulata la teoria del socialismo scientifico. I temi sono ampi e complessi. Con questo articolo ci proponiamo solo di avviare la discussione che ci auguriamo sia più allargata possibile.
Discutendo di rivoluzione e comunismo Attorno l'opera "Marx dopo Heidegger. La rivoluzione senza soggetto" di Giovanni Carlo LeoneAbstract:<<È possibile un confronto di pensiero tra Marx, il filosofo militante, e Heidegger, il pensatore di "solo un dio ci può salvare"?>>. Questo interrogativo apre la ricerca di Giovanni Carlo Leone nel saggio "Marx dopo Heidegger. La rivoluzione senza soggetto". Non è un testo accademico, ma un pensiero critico sulla rivoluzione e il comunismo fecondo di spunti. Leone apre a problemi e sviluppa ipotesi la cui impostazione non riteniamo, complessivamente, di poter condividere. Avvertiamo tuttavia l`importanza di alcune questioni che in quest`opera vengono poste, proponendo nell`articolo, più che una recensione analitica del libro, un primo avvio di riflessione su alcune sollecitazioni, che maggiormente interpretiamo come di stimolo a quell`elaborazione teorica per il comunismo che anima l`impegno di queste pagine.
Il senso del nostro impegno. Un nuovo inizio, dopo la sconfitta della sinistra comunista.Abstract: La sinistra comunista italiana è stata la corrente che nel secolo scorso ha combattuto per la continuità del pensiero marxiano e dell`organizzazione dei rivoluzionari.Lo ha fatto sotto i colpi della controrivoluzione, lottando sino all`ultimo contro la degenerazione del movimento comunista. Ha portato avanti il suo impegno a livello internazionale, tentando di resistere alla sconfitta e riprendere il lavoro su basi fortificate dalle lezioni di quell`esperienza. Con una storia ricca di luci, ma con riconoscibili ombre, la sinistra ha perso. I suoi epigoni, isolati dalla classe e in un crescente scadimento teorico in senso idealistico, rappresentano in gran parte realtà insterilite, chiuse in se stesse e nella propria albagia. L`illusione di raggruppare queste entità, sulla base del comune richiamo alla sinistra, non tiene conto né di quanto poco sia realmente patrimonio condiviso, né di quale sia lo stato effettivo di questo ambiente politico.I contributi che intendono esprimersi per il partito di domani devono inevitabilmente cercare di trarre lezioni dal Novecento, dalla sconfitta del nostro movimento di allora e dalla degenerazione dei suoi epigoni. E` un lavoro che non può permettersi l`inganno dell`autosufficienza, ma che si apre al confronto e alla convergenza con individui o raggruppamenti che si riconoscono nella stessa prospettiva di ricerca, elaborazione e militanza.